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Bastard and Poor'$, all'arrembaggio!

Una novità bastarda.


di redazione
Categorie: Movimento
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Nasce la prima Agenzia di Rating dei Lavoratori sul Lavoro. Inaugurato lo scorso Prima Maggio, il sito web vuole essere lo strumento di precari e lavoratori per raccontare senza filtri le proprie condizioni di lavoro e per esprimere giudizi su aziende pubbliche e private, anonimamente. "Adesso saranno i lavoratori a condizionare il lavoro, contro i mercati"...

Dopo pochi giorni dal debutto i numeri sono questi: "oltre 24.500 visitatori unici e 128.500 pagine visualizzate sul sito web, 15.000 persone raggiunte tramite Facebook, con picchi di 30.000, 1.300 like alla pagina dedicata, decine di proposte di collaborazione, oltre 200 report già inviati, circolazione in tutta Italia e altri paesi Europei, in particolare Grecia e Cipro". Ce lo dicono i "bastardi" nel primo Report, pubblicato il 14 Maggio scorso. In questo caso i numeri contano, e ci parlano dell'interesse che ha suscitato Bastard and Poor'$  (è andato in onda un servizio persino sul Tg3 nazionale). Siamo rimasti affascinati, come tanti altri, dalla creatività di questo nuovo progetto, che vuole essere uno strumento di condivisione, ma soprattutto di lotta.

"Se le agenzie di rating tradizionali condizionano i mercati, adesso saranno i lavoratori a condizionare il lavoro, contro i mercati. E’ finito il tempo dei numeri: Bastard and Poor’$ sarà una voce dei lavoratori per parlare delle condizioni sul posto di lavoro, dei comportamenti dei precarizzatori, dei soldi che loro fanno sfruttando il nostro lavoro". Interrompere, una volta per tutte, la narrazione ufficiale che ci racconta la crisi come qualcosa di inevitabile, indiscutibile, neutrale. Per la prima volta sono i lavoratori ad essere i narratori ed iniziano titolandosi con la storpiatura del nome della famosa agenzia di rating. "Siamo poveri, perchè il nostro lavoro fa sempre più schifo, ma siamo anche bastardi, perchè non vogliamo più stare in silenzio, non vogliamo più che si pari di tutto tranne delle nostre condizioni di lavoro e vogliamo cominciare a far sentire il peso del nostro giudizi". Così una delle redattrici ai nostri microfoni.
Il richiamo è al principio di realtà: considerare il lavoro nella crisi globale per le condizioni effettive in cui si svolge, con tutte le sue storie di sfruttamento e precarizzazione. Raccontare la propria esperienza per rovesciare la retorica conservatrice e neutrale, che fonda se stessa sul luogo dell'esistente e dell'irreparabile. Condividere, per rompere quel processo che tende a dividere i lavoratori, a metterli uno contro l'altro. Un mondo alla rovescia che guarda all'arrembaggio.

Si inizia con il primo Report, pubblicato dieci giorni fa. E' la sintesi di oltre duecento analisi che coinvolgono aziende pubbliche e private di ogni dimensione: Ikea, Ryan Air, Intesa San Paolo, Technogym, Esselunga, Telecom, Maserati, Unipol, Coop, Sky, Decathlon, Vodafone, Enel, Scuola pubblica, Fnac, Poste Italiane, De Cecco, AUSL Reggio Emilia, Polizia di Stato, Conad, Caritas, Adecco, Fondazione Politecnico di Milano e tante altre. Il campione è rilevante e indica "una condizione di insoddisfazione e di sfruttamento trasversali". Le parole chiave dell'analisi sono: solitudine, organizzazione, mobbing, pratiche di degradazione, merito, contratto, sindacato. I lavoratori e i precari sembrano sempre più isolati nella loro condizione, che è percepita come un'anomalia e non come una normalità comune. Il mobbing esercitato dai capi non è solo una questione personale, ma sembra rivelare un'organizzazione "dei padroni" molto più solida ed efficace di quella dei dipendenti. E poi le pratiche di degradazione del lavoro, nelle quali rientra la strategia di diversificazione dei contratti per aumentare la competitività (homo homini...) a diminuire i diritti. Infine il sindacato, che risulta il grande assente, perdendo la capacità di raggiungere i precari nella loro dispersione, nel loro isolamento.

Prospettive (outlook). "Stabilità apparente con tendenza all’esplosione isolata di rabbia. Il tempo è brutto, ma la situazione incerta non preclude la possibilità di momenti d’insubordinazione e connessione più organizzati tra le diverse situazioni e condizioni".   

Precarizzatori e sfruttatori di tutto il mondo, tremate!

Luca Ferrero


Ascolta l'intervista a una delle redattrici di Bastard and Poor'$

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