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Bartleby rifiuta lo spazio-ghetto

Il collettivo respinge la proposta di Comune e Università per un nuovo spazio in zona Roveri.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Lo spazio proposto da Comune e Università per lasciare i locali di via San Petronio Vecchio è oltre la tangenziale. Per questo i ragazzi del collettivo rifiutano la proposta e continuano la battaglia.

È stata una guerra di conferenze stampa quella che si è consumata oggi tra il collettivo Bartleby da un lato e Comune ed Università dall'altro. L'oggetto è, ancora una volta, lo spazio destinato al collettivo, dal momento che lo stabile di via San Petronio Vecchio deve essere liberato.
I ragazzi hanno incontrato l'assessore Amelia Frascaroli, che ha illustrato la proposta congiunta di Comune e Università, ed avevano indetto una conferenza stampa alle 14. Palazzo D'Accursio, però, ha anticipato alle 13 un proprio incontro coi giornalisti.
"Evidentemente si aspettavano che avremmo rifiutato lo spazio che ci veniva offerto - commenta Paolo di Bartleby - ed hanno giocato d'anticipo".

Le ragioni del rifiuto di Bartleby stanno tutte nella collocazione del luogo: fuori dalla cerchia della tangenziale, in zona Roveri vicino al Cie di via Mattei. "Un locale che non è adatto alle nostre attività e alle nostre relazioni - osserva l'attivista - ma che non è accettabile per la città".
In altre parole il collettivo rifiuta di essere ghettizzato in periferia e per questo annuncia che resterà nei locali di via San Petronio Vecchio. Almeno fin quando non sarà trovata una soluzione reale.

Il nuovo spazio avrebbe visto una convenzione congiunta Comune-Università e sarebbe costato 50mila euro poiché di proprietà di un privato. "In passato avevamo proposto una misura analoga - spiega Paolo - ma non eravamo stati ascoltati". Così come la trattativa su un locale che i ragazzi avevano individuato in via San Felice non ha portato frutti.
"Questa vicenda ci dice che se c'è la volontà politica le cose si fanno, ma a quanto pare non è questo il caso".


Ascolta l'intervista a Paolo

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