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Bancari in piazza per il loro contratto

Questa mattina, in Piazza Maggiore, presidio regionale dei lavoratori delle Bcc.


di redazione
Categorie: Lavoro
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I lavoratori delle banche di credito cooperativo (Bcc) dell’Emilia-Romagna, della Lombardia, della Toscana, del Veneto, del Piemonte, del Friuli Venezia e delle Marche manifestano con un presidio in Piazza Maggiore contro la decisione unilaterale di disapplicare il contratto di lavoro integrativo.

Dalle 10.30 di questa mattina i lavoratori delle banche di credito cooperativo hanno dato vita a un presidio in Piazza Maggiore, davanti alla filiale di Emilbanca. Per tutta la mattina una rappresentanza dei lavoratori delle Bcc dell’Emilia-Romagna, della Lombardia, della Toscana, del Veneto, del Piemonte, del Friuli Venezia e delle Marche hanno manifestato contro la decisione delle Bcc di disapplicare il contratto di lavoro integrativo regionale a partire dal prossimo 1° aprile. Scelta non casuale, quella di concentrare il presidio davanti a Emilbanca, istituto di credito il cui presidente, Giulio Magagni, è anche a capo della Federazione BCC Emilia-Romagna e di Iccrea Holding, la scatola finanziaria nazionale delle stesse banche di credito cooperativo.

I sindacati puntano il dito contro la mala gestione e le inefficenze dei vertici bancari e finanziari del nostro Paese, che si andranno ora a scaricare sul costo del lavoro e dunque sulle spalle dei lavoratori: "la crisi è determinata dalla cattiva erogazione del credito e dalla cattiva gestione delle banche - spiega Sabina Porcelluzzi, segretaria provinciale Fisac Cgil - "è recentissima la vicenda della multa di Banca d'Italia a Emilbanca di 280 milioni di euro. A causa di una cattiva gestione, e quindi multe pesantissime, vogliono tagliare il costo del lavoro".

Intanto le sigle sindacali hanno già confermato lo sciopero nazionale del settore previsto per il prossimo 2 marzo: "la deriva che si sta prendendo in settori fulcro dell'economia come la finanza deve essere arginata, perché il rischio va oltre i lavoratori di questo settore", conclude Porcelluzzi.


Ascolta l'intervista a Sabina Porcelluzzi

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