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Autisti e ferrovieri ancora in sciopero

La mobilitazione promossa dall'Usb in difesa del trasporto pubblico locale.


di redazione
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In concomitanza con lo sciopero regionale del personale viaggiante dei treni e degli autobus Tper, l'Usb ha indetto uno sciopero del personale Atc per l'intera giornata.

In molti si sono trovati questa mattina davanti ai cancelli dell'Atc in via Saliceto, per denunciare il processo di esternalizzazione e privatizzazione di personale portato avanti nel settore degli autoferrotranvieri, il cui unico prodotto è stata la creazione di “un perverso gioco di scatole cinesi”  le cui vittime sono stati i lavoratori. Tper, Atc, Omnibus, Fer, Mafer, partecipate vari, cooperative e privati, e la lista potrebbe continuare, sono gli attori di questo processo di frantumazione improntato alla logica del dividi et impera, il cui scopo è il peggioramento degli accordi sindacali che dovrebbe tutelare i lavoratori.

Per quanto riguarda la vertenze dei ferrovieri, sono due anni che l'azienda, Tper, non assume e mantenendo il personale in sotto-organico. Una miopia dal punto di vista della strategia industriale, deplora l'Usb. Una scelta che oggi si paga: infatti mancano 50 macchinisti su 450, il dieci per cento del organico. Con la conseguenza devastanti: quando non vengono sostituiti da mezzi su ruota, più economici, e questo spiega la strategia, l'azienda impone ai macchinisti di stare in servizio oltre i limiti fissati dal legislatore.
Se poi si considera che l'azienda stessa ha in passato incoraggiato il proprio personale a licenziarsi per passare ad esempio ad Italo, la strategia è palese: dimissione del servizio pubblico a favore del privato. Nel settore del trasporto su comma la musica non cambia: blocco delle assunzioni, turni massacranti. Ed il malcontento sta crescendo. Prova ne è la folta presenza questa mattina ai cancelli dell' Atc.

Assieme ai ferrovieri e autisti scioperano anche gli accertatori, il cui destino è affidato all'esito di una gara pubblica, che ne deciderà il futuro. Ricordiamo che negli accordi preliminari era stata eliminata la clausola sociale, firmata nel 2009 con Cofferati, per cui il contratto che verrà applicato ai lavoratori ex-Atc sarà il frutto di una decisione arbitraria dell' aziende vincitrice della gara. Ciliegina sulla torta: i possibili esuberi, che ormai rappresentano una costante del settore.
Il problema quindi “non è rimanere a piedi oggi per lo sciopero” come affermato da Gianni Cremonini dell'Usb  “il problema è rimanere a piedi domani, quando taglieranno il servizio pubblico in generale”.

Paolo Antoniazzi


Ascolta l'intervista a Gianni Cremonini dell'Usb

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