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Aula C: "se arriva sequestro, saremo ovunque"

Dopo lo stop del Gip, il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta della Procura.


di redazione
Categorie: Movimento
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Il Tribunale del Riesame dà l'ok al sequestro dell'Aula C richiesta dalla Procura, che ha fatto ricorso dopo la bocciatura del Gip. Dai locali di Strada Maggiore 45 arriva la risposta: "Se ci chiudete un'aula, noi saremo ovunque". Contro la prospettiva di sgombero l'Aula C organizza un pomeriggio di iniziative che si concluderà con un'assemblea alle 17.

L'Aula C è a rischio sgombero, dopo la decisione del Tribunale del Riesame che ha accolto il ricorso presentato dalla Procura, che aveva chiesto di sequestrare i locali di Strada Maggiore 45 imbattendosi però nello stop del Gip. La risposta dell'Aula C non si è fatta attendere, con un lungo comunicato pubblicato sul suo sito in cui punta il dito contro i magistrati e le accuse che le vengono mosse. "Se ci chiudete un'Aula noi saremo ovunque", è il messaggio che arriva da strada Maggiore, che davanti alla prospettiva di sgombero ha organizzato per il pomeriggio di oggi una serie di iniziative: si comincia alle 13 con un pranzo, seguito da musica, laboratori e performance prima di un'assemblea convocata per le 17.

In merito all'offensiva della Procura, nel comunicato si accusano i magistrati di "inventare teoremi sugli anarchici". Contro l'Aula C viene avanzata "un'accusa che ha a dir poco del ridicolo. La litania è sempre la stessa: 'Anarchici, brutti e cattivi, occupano abusivamente i posti della povera Università pubblica, sottraendoli agli studenti, per commettere atti illeciti e preparare chissà quale attentato terroristico". Peccato che "le uniche attività illecite che ci vengono contestate - continua il comunicato - sono le feste organizzate in facoltà, non in Aula C, organizzate da studenti, frequentate da studenti e che forse contribuiscono non poco a richiamare altri studenti nell'Ateneo bolognese". In altre parole, "se il problema sono le feste - scrivono gli attivisti - allora il problema sono gli studenti, non l'Aula".

"Peccato che noi le chiavi dell'Aula C non le abbiamo mai avute - continua il comunicato - ed è difficile appropriarsi di un posto, tenerlo chiuso al pubblico, sottrarlo alla fruizione di altra gente senza le chiavi. Peccato che quell'Aula sia stata destinata dal 1995 agli studenti, e che da allora, seguendo o non seguendo il regolamento dell'Ateneo, è stata frequentata innanzitutto da studenti e ha riempito uno spazio universitario di quella parte di cultura che, ormai, nei corsi ordinari te la sogni: anti-psichiatria, attualità politica locale ed internazionale, analisi sull'esistente, storia contemporanea (non come quella insegnata San Giovanni in Monte che si ferma al 1970), questioni di genere, riflessioni sull'organizzazione sociale, sulle strutture del potere, sulle strutture culturali".

Insomma, l'Aula C "è stata, è e sarà ancora vita, gioia, festa, amore, lotta e passione e non sarà una carogna di 800 anni come l'Alma Mater ad ucciderla. Se ci chiudete un'Aula, noi saremo ovunque".


Ascolta l'intervista a una militante dell'Aula C

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