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Attentato in Svezia, la "profezia" di Trump che fomenta i complottisti

La gaffe di Trump riletta alla luce dell'attentato a Stoccolma.


di redazione
Categorie: Esteri
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La gaffe del presidente americano dello scorso febbraio viene riletta alla luce dell'attentato in Svezia. Trump parlava di un attacco avvenuto di venerdì, proprio come quello del 7 aprile: pane per i denti della teoria del complotto sui social.

L'attentato a Stoccolma del 7 aprile, che ha causato 4 morti e 15 feriti, si tinge di complotto sui social network.

La ragione sta nella "profezia" del presidente americano Donald Trump, al centro di una delle sue prime gaffe da inquilino della Casa Bianca.
Era il 20 febbraio scorso quando, all'aeroporto di Orlando-Melbourne in Florida, Trump tenne un discorso per giustificare il Muslim Ban, il provvedimento col quale vietava l'accesso negli Usa ai cittadini di sette Paesi a maggioranza musumana. 
"Guardate cos'è successo venerdì scorso in Svezia", disse Trump in quell'occasione, facendo riferimento ad un attentato che non c'era stato.
L'episodio fu occasione di ironia sui media e di piccole tensioni diplomatiche. Il Guardian ipotizza che Trump avesse confuso la parola "Sweden" (Svezia) con "Sehwan", luogo del Pakistan dove effettivamente c'era stato un attentato.
La Svezia, tramite l'ambasciatore, chiese spiegazioni.
Il presidente Usa poi chiarì con un tweet di fare riferimento ad una storia non meglio precisata, trasmessa da Fox News, sugli immigranti in Svezia. Una giustificazione che apparve debole anche per coprire la gaffe.
Dopo l'attentato di ieri a Stoccolma, invece, sui social network sono apparsi post di persone che hanno collegato i due episodi. Da un lato c'è chi si è limitato a ricordare la gaffe di Trump, ripostando con commenti sarcastici gli articoli di stampa ad essa dedicati, dall'altro c'è chi invece sembra evocare un complotto.
"Trump sapeva", si legge su Facebook. "Ha semplicemente sbagliato data in agenda", è la teoria di qualcuno che ipotizza un ordine mondiale oscuro di cui il presidente americano farebbe parte.
A fomentare i complottisti, inoltre, c'è la singolare coincidenza della data. Trump parlava di "venerdì" e l'attentato di Stoccolma è stato effettivamente fatto in quel giorno della settimana.
In epoca di fake news e post-verità era prevedibile che sui social network potessimo assistere al fiorire delle teorie del complotto.

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