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Atlantide, La Torre: "Occorre un tavolo"

La capogruppo di Sel in Consiglio interviene sulla vicenda di Atlantide.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Politica
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Dopo le indiscrezioni sulla lettera che il Comune starebbe per inviare ad Atlantide, chiedendo di abbandonare gli spazi del cassero di Santo Stefano, Cathy La Torre invoca un tavolo per trovare una soluzione. E osserva: "Usati due pesi e due misure".

Ieri alcune indiscrezioni sulla stampa riferivano che il Comune starebbe per inviare ad Atlantide, il gruppo di collettivi femministi, queer e punk che da 15 anni occupa il cassero di Porta Santo Stefano, una lettera che contiene la richiesta di abbandonare gli spazi, in quanto assegnati ad altre due associazioni - Xenia ed Evoè - da un bando del Quartiere.
Oggi, ad intervenire sul tema, è la capogruppo di Sel in Consiglio comunale Cathy La Torre.

La Torre cominciò la propria militanza proprio ad Atlantide e, quando sotto la giunta Cancellieri cominciarono i problemi, è stata la sponda politica per i collettivi di Atlantide.
Oggi, la capogruppo di Sel, sostiene che sia stato un errore politico quello che ha portato alla situazione attuale. "Non bisognava fare un bando - osserva - perché ora è brutto dover decidere tra Atlantide ed altre associazioni, anch'esse degne".

La Torre contesta a monte lo strumento del bando: "Quello strumento ha senso se lo spazio è nuovo o vuoto ed è la prima volta che viene assegnato, ma qui stiamo parlando di realtà che da 15 anni portano avanti progetti sull'identità di genere".
Di qui la vendoliana segnala alcune anomalie attorno alla vicenda: "Solitamente i bandi contengono punteggi sulla continuità dei progetti in uno spazio, mentre in questo non ve n'era traccia. Inoltre lo stesso regolamento comunale prevede che le convenzioni vengano rinnovate almeno una volta, col modello 3-3 anni. Ad Atlantide la convenzione, invece, non è stata rinnovata".

Interrogativi che, secondo La Torre, trovano una risposta: "Sono certa che il Quartiere ritenga scomoda la presenza di Atlandide". Di qui una battaglia a colpi di carte che rischia di innescare una guerra tra associazioni.
La soluzione che la consigliera ora invoca passa attraverso un tavolo, attorno al quale dovrebbero sedersi i collettivi già presenti al cassero di Porta Santo Stefano, insieme alle associazioni vincitrici del bando e l'Amministrazione.
"Mi pare che le associazioni siano disposte anche a trovare una collocazione diversa, non mi pare insistano su quello spazio specifico".
Di qui l'urgenza, secondo La Torre, di portare a termine il percorso, iniziato su sua proposta, di mappatura degli spazi liberi in città.


Ascolta l'intervista a Cathy La Torre

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