Radio Città Fujiko»Notizie

Atlantide ancora sotto sgombero, la doppia linea del Comune

Collettivo raggiunto da un'ordinanza di sgombero: via dal cassero di porta Santo Stefano entro martedì mattina.


di Andrea Perolino
Categorie: Movimento, Glbtq
Atlantide
La corale di Atlantide

Mentre attiviste e attivisti di Atlantide incontravano l'assessore Ronchi, il sindaco Merola ha fatto recapitare al collettivo un'ordinanza di sgombero che intima gli occupanti a liberare il cassero di Porta Santo Stefano entro cinque giorni. Questa mattina la protesta in consiglio comunale, con cori e cartelli: "Vogliamo una risposta politica".

Una nuova ordinanza di sgombero per Atlantide. La terza che porta la firma del sindaco Merola nel corso degli anni. Nella giornata di ieri sulla porta di Atlantide è stato affisso l'avviso di sfratto, che intima "ad ignoti occupanti di liberare il cassero di Porta Santo Stefano entro le ore 8 di martedì 6 ottobre". Mai come questa volta, però, attiviste ed attivisti lgbt si sentono presi in giro: la comunicazione, infatti, è stata recapitata mentre si trovavano ad un incontro con un altro esponente dell'amministrazione, l'assessore Alberto Ronchi, per discutere del progetto su uno spazio in via del Porto, dove sono già iniziati i lavori in vista di un futuro trasferimento del collettivo.

"Nell'ultimo anno con Ronchi abbiamo portato avanti un percorso di confronto - spiega Beatrice Busi di Atlantide - che ha portato a ragionare su un progetto, anche tecnico, di rigenerazione degli spazi di via del Porto, in questo momento ancora inabitabili. Mentre eravamo in riunione con Ronchi un'altra mano dell'amministrazione affigeva sulla porta del cassero questo ultimatum".

E così questa mattina è andata in scena la protesta delle Atlantidee, che si sono presentate in consiglio comunale per far sentire la propria voce. Nel volantino portato a Palazzo D'Accursio si ricorda che nel luglio 2014 era stato firmato un "preaccordo di collaborazione", ovvero "un atto formale che ha avviato un percorso" per individuare "una sede idonea ai nostri progetti. Merola deve prendere una posizione: o noi siamo gli 'occupanti delle cui generalita' non si e' a conoscenza'- continua il volantino - o siamo quelle di cui 'l'amministrazione comunale riconosce il valore delle attività svolte' impegnandosi a trovare una sede idonea".

La seduta del Consiglio è stata poi sospesa, mentre il collettivo continuava a urlare a gran voce la propria richiesta, con cartelli e cori: "Vogliamo una risposta politica". E poi ancora le canzoni ironiche che le Atlantidee già in altre occasioni hanno avuto modo di intonare: da "Nessuno ci puo' sgomberare nemmeno tu, la frocietà vi fa male lo so" a "Atlantide si tocca ma solo per godere, se solo ci provate ve la facciam vedere".

"Siamo in una situazione in cui non possiamo più sentirci tranquille, visto che non è stato rispettato nessun patto, non ci fidiamo - sottolinea Beatrice - Aspettiamo di capire se ci propongono soluzioni alternative". Nel frattempo Atlantide ha organizzato un'assemblea cittadina al cassero di porta Santo Stefano per lunedì alle 20.30.


Ascolta l'intervista a Beatrice Busi

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]