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Ateneo, Hobo contro sgomberi e speculazione

Manifestazione del collettivo in rettorato, nel giorno del Cda decisivo sulla vendita degli immobili universitari.


di Andrea Perolino
Categorie: Movimento
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Nella giornata di oggi il rettore Ivano Dionigi presenterà al Senato accademico e al Cda la lista degli immobili Alma Mater che potrebbero essere venduti per finanziare il campus universitario nell'area ex Staveco. Il collettivo Hobo ha manifestato dalle prime ore della mattina contro la "speculazione immobiliare". Non sono mancati momenti di tensione con la Digos.

È andata in scena dal mattino presto la protesta dei giovani del collettivo Hobo nella sede del Rettorato dell'Università. L'occasione per manifestare è il Cda straordinario che si tiene oggi e in cui il rettore Ivano Dionigi presenterà la lista di immobili pronti a essere messi sul mercato. L'Ateneo, come è noto da tempo, è pronto infatti a vendere alcuni edifici dell'Università, così da fare cassa per finanziare il progetto di un nuovo campus universitario che sorgerà nell'area dell'ex Staveco. Nell'elenco di edifici storici figurerebbe anche la sede di Giurisprudenza, oltre ad altri palazzi al di fuori della zona accademica, come le aule di Chimica industriale in viale Risorgimento e quelle di Farmacia in via San Donato.

Il collettivo Hobo contesta quella che definisce un'operazione di speculazione fatta "con i soldi di studenti e studentesse - dice ai nostri microfoni Loris Narda - che servirà ai soliti noti, come Legacoop e Unipol. Chiediamo invece una mensa meno cara, posti negli studentati e borse di studio". Ma la mobilitazione di Hobo trova origine anche dal recente sgombero del collettivo dallo spazio occupato in via Filippo Re, demolito dalle ruspe a fine agosto. "Uno sgombero vigliacco - attacca Loris - in cui è stata tirata giù un'intera palazzina dove non c'era soltanto lo spazio di Hobo, ma anche aule e studi di professori. Pur di sgomberare gli spazi sociali buttano giù anche pezzi di Università completamente funzionanti".

L'iniziativa del collettivo ha incontrato anche momenti di tensione, quando una trentina di agenti della Digos ha impedito ai ragazzi di accedere all'interno del palazzo. "Ci hanno spintonato buttandoci a terra e minacciandoci - racconta Loris - si vede che il rettore Ivano Dionigi aveva dato ordini precisi alla Questura affinché nessun dissenso fosse tollerato". Nonostante questo va avanti il presidio di Hobo in Rettorato, in attesa del termine del consiglio di amministrazione sull'operazione Staveco.


Ascolta l'intervista a Loris Narda

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