Radio Città Fujiko»Notizie

Articolo 18, Renzi getta la maschera

Secondo il premier è un totem ideologico e dice di voler riscrivere lo Statuto dei Lavoratori.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro, Politica
_73543142_4177e052-c200-44fd-b39f-4daa44f44d72.jpg

Usando lo stesso termine utilizzato da Angelino Alfano, il premier definisce l'articolo 18 (che vieta i licenziamenti senza giusta causa) un "totem ideologico" di cui è inutile discutere e annuncia di voler riscrivere completamente lo Statuto dei Lavoratori.

Come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti e se dovessimo utilizzare la terminologia come metro di misura per le idee che ne stanno alla base, potremmo dire che non c'è differenza tra il pensiero del Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano e il Partito Democratico di Matteo Renzi. Sebbene appartengano formalmente l'uno al centrodestra e l'altro al centrosinistra, la mutazione genetica favorita dai governi delle larghe intese ormai è completata.
Non è un caso infatti che il ministro degli Interni e il premier abbiano usato lo stesso termine per definire l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, quello che sanziona i licenziamenti senza giusta causa.

"Totem degli anni '70" l'espressione usata da Alfano, "totem ideologico" quella utilizzata da Renzi. La matrice programmatica alla base è la stessa, anche se con diverse sfumature.
L'ex rottamatore si è espresso sul tema dopo il pressing degli ultimi giorni esercitato proprio dall'alleato di governo ed ha risposto utilizzando il meglio (o il preggio) della sua favella retorica: dando un contentino ad Alfano e, al tempo stesso, procrastinando la discussione e rilanciando.
Per Renzi è inutile discutere ora del totem ideologico in questione, dal momento che - ha annunciato - vuole mettere mano a tutto lo Statuto dei Lavoratori.

Immaginiamo il brivido freddo che ha percorso la schiena dei sindacati e dei lavoratori ascoltando quelle parole. Lo stesso brivido che, ci auguriamo, ha attraversato le schiene di molti elettori del Pd, quelli che, per intenderci, erano tra i tre milioni di manifestanti scesi in piazza il 23 marzo del 2002, chiamati a raccolta dall'allora segretario della Cgil Sergio Cofferati, per difendere proprio l'articolo 18 messo in discussione dal governo Berlusconi.
Ora il Cavaliere non è al governo (sebbene incontri con costanza il guitto fiorentino per dettargli la linea), ma la volontà di affossare un diritto basico, quello che impedisce agli imprenditori di licenziare per rappresaglia o per luna storta (diritto peraltro già fortemente limitato dalla riforma Fornero) entra negli appetiti di questa Italia che "cambia verso". A noi sembra che abbia imboccato l'autostrada contromano.

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]