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Argentina, un viaggio nei femminismi tra passato e presente

Dalle Madres a Ni Una Menos, quel femminismo che vive in plaza de Mayo e combatte anche contro le banche


di SuiGeneris
Categorie: Movimento
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 Perchè le femministe argentine scendono in piazza contro le banche e il debito pubblico? Quale il nesso le battaglie femministe e la lotta al neoliberalismo? Ci sono, infine, dei collegamenti tra le Madres e le Abuelas de Plaza de Mayo e Ni Una Menos, il movimento che si è diffuso tanto rapidamente anche oltreoceano? Per rispondere a queste e a molte altre domande ci siamo rivolte a Paola Rudan e Paola Sozzi, ricercatrici dell'Unibo.

Il 3 giugno il movimento Ni Una Menos è tornato in piazza, a due anni dalla prima manifestazione del 2015. Ad anticipare la manifestazione c'è stata un' azione il giorno precedente ad opera delle femministe argentine, che al grido di #DesendeudadasNosQueremos (Disindebitate ci vogliamo) hanno chiuso per qualche minuto l'accesso alla Banca Centrale. "L’obiettivo - si legge nel comunicato diffuso prima della manifestazione - " è quello di rendere pubblico il condizionamento delle nostre vite determinato dall’indebitamento, e contemporaneamente denunciare le politiche del governo di “Alianza Cambiemos” in ambito finanziario, in evidente sodalizio con il capitale finanziario. Queste rivendicazioni si articolano con quelle relative alle condizioni di lavoro della lavoratrici bancarie. Questa alleanza è un punto essenziale: unendoci tra lavoratrici e utenti del sistema bancario mettiamo in gioco quel corpo che il denaro pretende di non avere".

Un'assoluta novità e punto di forza di Ni Una Menos, infatti, è quella di aver mostrato che rapporto c'è tra la violenza maschile  e le politiche neoliberali. "La condizione delle donne - sottolinea Paola Rudan - è la lente attraverso la quale leggere una trasformazione generale della società e la lente attraverso la quale stabilire un'iniziativa politica che coinvolge tutte e tutti  contro il neoliberalismo".  

D'altra parte Plaza de Mayo, piazza centrale di Buenos Aires,  era già ricca di storia di lotte prima che Ni Una Menos la riempisse per la prima volta nel 2015. È proprio in quella Piazza, infatti, che il 30 aprile 1977 si riunirono per la prima volta le Madres dei desaparecidos, ossia i dissidenti scomparsi durante la dittatura militare tra il 1976 e il 1983. Ancora oggi ogni giovedì pomeriggio, esse si ritrovano nella piazza e la percorrono in senso circolare, attorno alla piramide che si trova al centro, per circa mezz'ora. Per capire perché, dopo 40 anni circa, ancora si debba manifestare per la verità, e per capire le critiche che anche le Madres hanno rivolto al presidente Macri, abbiamo sentito Paola Sozzi, dottoranda Unibo che a più riprese si è avvicinata alla storia di questo movimento.


Ascolta l'intervista a Paola Rudan

Ascolta l'intervista a Paola Sozzi

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