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Arcipelago CIE: il report di Medu

Arriva il report sui centri di identificazione ed espulsione nel nostro Paese.


di redazione
Categorie: Carcere
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A quindici anni dall'istituzione dei centri di identificazione ed espulsione, Medici Per i Diritti Umani si chiede quale sia il loro valore e se abbiano soddisfatto la loro ragion d'essere.

Il report, realizzato nell'arco di un anno, vuole delineare la reale situazione all'interno di queste strutture e rappresenta il risultato del monitoraggio dei centri, dell’analisi dei dati statistici e della raccolta di testimonianze dirette degli stranieri trattenuti e del personale che vi lavora.

Il lavoro porta alla luce un'evidente inadeguatezza e approfondisce due particolari aspetti, le criticità dei CIE e le proposte alternative che porterebbero delle migliorie all'attuale situazione sulle politiche di migrazione nel nostro Paese.
 
Le criticità sono diverse e confermano la non tutela dei diritti fondamentali dei migranti trattenuti. Una forte inadeguatezza si manifesta nelle strutture, incapaci di garantire ai detenuti una normale permanenza. Altra criticità è la presenza nei centri di soggetti già sottoposti a detenzioni carcerarie, le quali si ritrovano a dover scontare una doppia pena. L'aumento delle tempistiche di reclusione, giunte adesso fino a 18 mesi, hanno ulteriormente aggravato la situazione. I costi infatti sono notevoli senza che si abbiano positivi riscontri. Altra peculiarità sono le diverse nature dei detenuti, i quali provengono da differenti realtà, spesso tra loro inconciliabili.

Il sistema dei CIE si dimostra fallimentare in quanto scarsamente rilevante e poco efficace nel contrasto dell’immigrazione irregolare.
A riguardo le proposte dei Medici per i Diritti Umani sono la chiusura di tutti i centri attualmente operativi in Italia, in ragione della loro evidente inadeguatezza strutturale e funzionale e la riduzione a misura eccezionale, del trattenimento dello straniero ai fini del suo rimpatrio.

Una parte del rapporto è inoltre dedicata alla situazione dei centri di detenzione per migranti negli atri Paesi UE, come Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Svezia. Il miglior modello tra questi risulta essere la Svezia, realtà in cui la struttura di detenzione amministrativa è affidata ai servizi sociali.

Medici per i Diritti Umani (MEDU) onlus, organizzazione umanitaria indipendente, porta avanti dal 2004 il programma "Osservatorio sull'assistenza socio-sanitaria per la popolazione migrante nei CPTA/CIE" e aderisce alla campagna LasciateCIEntrare. Il rapporto Arciplaego CIE è stato realizzato con il contributo di Open Society Foundations.

Elisabetta Severino




Ascolta l'intervista a Marco Zanchetta di Medici per i Diritti Umani
Tags: Migranti, Cie

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