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Anzola, famiglia sfrattata protesta in Comune

Famiglia sfrattata da casa e cacciata dalla sistemazione temporanea, insieme a solidali protestano da lunedì.


di Alessandro Albana
Categorie: Movimento, Casa
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Da lunedì porta avanti la sua protesta al Comune di Anzola, la famiglia marocchina che l'11 giugno è stata sfrattata dalla sua casa, di proprietà dell'Asp, per essere temporaneamente collocata in un bed and breakfast. Lunedì, racconta Asia-Usb, la famiglia è stata buttata fuori anche dall'alloggio temporaneo. Da quel giorno, assieme a famiglie e gruppi solidali, chiede al Comune una soluzione. Che però si limita a un biglietto di sola andata per il Marocco.

Prima lo sfratto, subìto l'11 luglio assieme ad altre famiglie, poi la collocazione temporanea in un bed and breakfast. Infine, l'arrivo di assistenti sociali e forze dell'ordine, che la mandano via pure dalla sistemazione temporanea che le era stata assegnata. Succede ad Anzola a una famiglia marocchina, con minori a carico e residente in Italia "da circa 20 anni", come racconota Maria Teresa Chiarello di Asia-Usb.

Da lunedì, insieme ad altri inquilini e ai solidali di Asia-Usb e Idra, "stanno venedo tutti i giorni davanti al Comune per chiedere risposte concrete", continua l'attivista. Bilancio: "Gli assistenti sociali hanno mostrato la massima chiusura", mentre la richiesta di incontrare l'assessore alle politiche sociali di Anzola, Antonio Giordano, è stata accolta. Progressi, però, non se ne registrano. "L'incontro è stato brevissimo - spiega ancora Chiarello - continuano a dire che stanno lavorando a delle soluzioni, ma di fatto questa famiglia vive per strada".

A dire il vero, la sua proposta il comune l'ha fatta: "Continuano a proporre il biglietto di sola andata per il Marocco", racconta Chiarello. Soluzione che peraltro è stata accettata da altre famiglie, sfrattate proprio l'11 giugno dalle case di proprietà Asp ad Anzola.
"Una di queste famiglie ha accettato questa soluzione", continua Chiarello, ma la famiglia che da lunedì protesta in Comune "ha sempre vissuto qui, in Marocco non ha nulla".

L'aria che si respira ad Anzola la raccontano le parole degli attivisti che da lunedì accompagnano la protesta della famiglia marocchina: "Qualche giorno fa è venuto fuori un articolo del sindaco, che si riteneva soddisfatto per quanto è successo, perchè sta ripristinando la legalità - raccontano - Perfettamente in linea con il Partito Democratico.


Ascolta l'intervista a Maria Teresa Chiarello

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