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Nuova preghiera anti-aborto, questa mattina, davanti al Sant’Orsola, ma ad attendere i cattolici dell’associazione Giovanni XXIII c’erano le attiviste di Io Decido e Mujeres Libres che li hanno costretti a rifugiarsi all’ingresso “Albertoni”. In previsione un’assemblea per far cessare le pressioni psicologiche sulle donne.

Fuori i preti dalle mutande“. Questa mattina, come già avvenuto un mese fa, le donne hanno ribadito questo slogan contro chi tenta di fare pressione psicologica alle donne che si recano ad interrompere la gravidanza.
Protagonisti della nuova preghiera anti-aborto sono sempre i cattolici dell’associazione Giovanni XXIII, che questa mattina presto si sono dati appuntamento davanti all’Ostetricia dell’ospedale Sant’Orsola per pregare contro l’aborto e tentare di dissuadere le donne che si stavano recando nella struttura.

Ad attenderli con cartelli e cori, però, c’erano le donne del coordinamento Io Decido, Mujeres Libres e Cgil, che hanno dato vita ad un contro-presidio per denunciare la violenza psicologica perpetrata dall’associazione cattolica. Gli esponenti di quest’ultima hanno così ripiegato verso l’ingresso “Albertoni”, nei pressi del quale c’è stato uno scambio acceso tra le donne di Mujeres Libres e gli stessi anti-abortisti.

Per porre fine alle continue pressioni psicologiche nei confronti delle donne, Io Decido ha confermato il contro-presidio martedì prossimo, 24 giugno, e sta organizzando una assemblea all’interno del Sant’Orsola stesso, per indurre i vertici dell’azienda sanitaria a non tollerare le preghiere anti-abortiste all’interno di una struttura laica.