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Animalisti: "Condizioni decenti per la custodia dei cani"

Sit-in di protesta delle associazioni animaliste in Regione, con catene e collari.


di redazione
Categorie: Politica
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Si è tenuto questa mattina, davanti alla sede della Regione Emilia Romagna, il presidio degli animalisti che chiedono l'emanazione di un regolamento sulle condizioni per la custodia dei cani, e che denunciano "le pressioni dei cacciatori". Intanto è già in corso un digiuno a staffetta.

Nella mattina di oggi diverse associazioni animaliste si sono presentate in viale Aldo Moro, davanti alla sede della Regione, dando vita a un sit-in di protesta con cartelli, collari e catene. Alcuni animalisti si sono addirittura incatenati e ingabbiati come cani. Al centro della manifestazione proprio le condizioni dei cani, che in molti casi "stanno peggio in casa che in canile". Questo perché la Regione Emilia Romagna non ha ancora emanato un regolamento sulla custodia privata dei cani dei cittadini, vanificando di fatto la legge regionale che vieta di tenere i cani legati alla catena.

"Noi chiediamo che sia colmato il vuoto legislativo vigente sulle condizioni minime con cui tenere un cane, in termini di spazio, di ripari, di condizioni di isolamento, eccetera - spiega Lilia Casali, dell'associazione Animal Liberation - Deve essere emanato un regolamento regionale con norme decenti e civili. Su questo testo approvato da comitati provinciali che stava andando in votazione è avvenuto l'imbroglio - incalza Casali - perché il Dott. Squintani all'ultimo momento ha sostituito il testo con un altro difforme".

La preoccupazione degli animalisti deriva dal fatto che in mancanza di un regolamento attuativo, il divieto di tenere i cani alla catena - di per sé lodevole - rischia di peggiorare la condizione di tanti cani che possono finire rinchiusi in luoghi angusti, isolati e con ripari inadeguati rispetto ai rigori climatici. "Ci troviamo nell'assurdità che oggi un cane starebbe peggio in casa che in canile", afferma ancora Casali, la quale denuncia come la Regione sia "evidentemente spinta da interessi diversi: sono i cacciatori, che tengono i cani in gabbiotti molto piccoli, che si stanno opponendo, e la Regione per 60mila cacciatori non emana una norma decente per i cani".

La protesta degli animalisti non si limita tuttavia al sit-in di questa mattina. È la stessa Lilia Casali, infatti, a portare avanti dal 5 aprile un digiuno integrale, e in suo appoggio è stato organizzato un digiuno a staffetta per un giorno la settimana, partito sabato 12 aprile.

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Lilia Casali

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