Hanno manifestato almeno in duecento, davanti ai cancelli della Granarolo i lavoratori della logistica insieme ai Cobas e alcuni attivisti bolognesi. Le ragioni riguardano ancora la vertenza dei 41 lavoratori Sgb.

Il presidio è cominciato alle 3 in mattinata: verso le 10 si sono verificate delle tensioni, a causa del tentato sgombero da parte delle forze dell’ordine. E’ così proseguito fino alle 11 fino a quando i lavoratori non sono stati portati via singolarmente dalla polizia.

Nelle scorse settimane i lavoratori avevano annunciato di portare avanti la mobilitazione dopo che la prefettura di Bologna aveva convocato tutti i soggetti coinvolti nella protesta sollecitando l’intervento della Commissione di garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, visto che i blocchi avevano causato ritardi nella consegna di latte e prodotti alimentari freschi.

Il 17 giugno si è tenuta una riunione con due tavoli separati: da una parte le cooperative e commitenti, la loro associazione di categoria (Legacoop), i loro sindacati Cgil, Cisl e Uil, dall’altra i lavoratori e il sindacato S.I. Cobas, che ha portato avanti le proteste dei lavoratori della logistica non solo nella nostra città ma anche in altre zone del nostro Paese.

L’accordo proposto non era stato accolto dai lavoratori e dal sindacato di base che avevano scritto una lettera al prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia. “Le avevamo fatto una breve premessa sulle motivazioni che avevano portato al grave provvedimento di licenziamento dei lavoratori – si legge nella lettera invitata dal sindacato di base – le avevamo fatto presente (documentazione alla mano che potevamo esibire), che i lavoratori avevano iniziato il primo sciopero perché, illegalmente e con la complicità di alcuni sindacati confederali, le cooperative avevano taglieggiato del 35% la paga base, promuovendo uno stato di crisi in quei magazzini dove facevano straordinari”.

Si intendono tredicesime e quattordicesime, ROl ed ex festività pagate al di sotto del 100%, scatti d’anzianità mai maturati a causa del continuo rinnovo dei contratti nonostante l’anzianità accumulata, livelli non corrispondenti all’attività professionalmente svolta. Secondo i S.I. Cobas il sollecito della Commissione di Garanzia sullo scioperp è stato “un attacco premeditato al diritto di sciopero ed alla giusta richiesta dei lavoratori che richiedevano salari e diritti secondo il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Rigettiamo, perciò, come Sindacato Intercategoriale Cobas, questa mistificante ricostruzione dei fatti”.

Le richieste del sindacato riguardano il reintegro dei lavoratori in cassa integrazione e licenziati, la riapertura del tavolo di trattativa condiviso con i lavoratori e, quindi, un nuovo accordo. Per questo la mobilitazione sta andando avanti: il 29 giugno il sindacato di base, i lavoratori della categoria e gli attivisti che hanno appoggiato la mobilitazione in questi mesi daranno il via a una campagna di boicottaggio dei prodotti Granarolo per “non comprare più il latte e i prodotti della Mucca che sbrana i diritti degli operai”. Per lo stesso giorno è prevista una manifestazione nazionale indetta da S.I. Cobas davanti ai cancelli della Granarolo.