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Anche a Pisa i rifugiati occupano la struttura di accoglienza

Continuano in tutta Italia le mobilitazioni dei profughi dell'Emergenza Nord Africa: la situazione a Pisa.


di redazione
Categorie: Movimento, Politica
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Dal foto reportage “Pisa città aperta”, a cura del Collettivo Out of Line di Pisa

Anche a Pisa dopo due anni di Emergenza Nord Africa senza alcun percorso di integrazione i profughi hanno deciso di occupare la struttura dove sono stati ospiti. Anche qui la struttura è fatiscente e le prospettive sono poche. Ma la mobilitazione continua.

In Toscana, le persone ancora in accoglienza al 28/02 erano 758 (dei 1.500 arrivati a Marzo 2011). A Pisa erano 110 e come in altre città d'Italia si era deciso di dare “buona uscita” e di sgomberare la struttura d'accoglienza.

A Firenze, un gruppo di ragazzi ghanesi, insieme al movimento di lotta per la casa, hanno occupato l’ex albergo “El paso” in Via baracca chiedendo diritti, dignità futuro. Lo stesso è successo a  Padova, con circa 50 persone, e Bologna, dove 30 persone hanno deciso di restare nell’ex caserma Prati di Caprara.

A Pisa, il Centro della Croce Rossa di Via Pietrasantina, sotto il Responsabile Massimo Donati, ospitava 37 persone, poi rimaste 22 al 28 Febbraio. I ragazzi sono stati ospitati in strutture container predisposte dalla CRI su suolo comunale. La struttura pisana rientra tra quelle in gestione alla Croce Rossa, dove non sono stati affiancati percorsi per l'integrazione e di conseguenza passato il 28 febbraio chi era aveva alloggiato in queste strutture fatiscenti rimaneva in mezzo alla strada.

Così si è deciso insieme ad alcune realtà politiche politiche di dormire al Centro con i ragazzi, per capire cosa sarebbe avvenuto il giorno successivo. All'oggi la struttura è ancora occupata ma non è possibile nelle condizioni in cui versa una permanenza prolungata. Comune e provincia hanno sconsigliato ai profughi del Nord Africa ospiti della Croce Rossa Italiana di "lasciarsi sedurre da chi, in nome dei diritti umani, li spinge verso occupazioni abusive che nuoceranno irreversibilmente al loro percorso di legalità fin qui faticosamente raggiunto”.


Ascolta l'intervista a Claudio, del collettivo Rebeldía di Pisa

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