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Anche a Bologna contro Erdogan

La comunità turca sfila in Piazza Maggiore in solidarietà alle mobilitazioni in atto.


di redazione
Categorie: Movimento
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La comunità turca di Bologna non si è fatta aspettare: sabato è scesa in piazza in solidarietà ai manifestanti di Istanbul con un corteo di una cinquantina di persone. In tutto il mondo la Turchia delle piazze cerca visibilità. Intanto arriva la conferma della prima vittima di questi giorni: Ethem Sarisuluk, colpito alla testa da un proiettile.

Il corteo organizzato dalla comunità turca bolognese ha le stesse ragioni dei connazionali: contro la speculazione edilizia e la costruzione di un centro commericiale al posto del parco di Gezi in Piazza Taksim. E come nella capitale e nelle maggiori città della Turchia, anche qui gli slogan sono contro il governo Erdogan, colpevole di essersi allontanato dalla società civile attraverso una serie di provvedimenti approvati in questi mesi che non sono piaciuti alla popolazione.

Oltre a quello del parco di Gezi, goccia che ha fatto traboccare il vaso, si punta il dito contro la legislazione sugli alcolici che ne restringe ulteriormente la vendita. "Si voleva fare un presidio permanente in Piazza Taksim ma non è stato possibile a causa delle violenze a cui la polizia ha dato vita - dice Orkide Izci ai nostri microfoni, una delle manifestanti in Piazza Maggiore sabato - Abbiamo bisogno del supporto dei media internazionali perché i nostri mezzi di comunicazione censurano quello che sta succedendo". Per questa ragione lo stesso è avvenuto nel fine settimana a Milano, Berlino e Amsterdam.

Dalla Turchia arrivano continui aggiornamenti: dopo l'apice delle violenze a Istanbul di venerdì oggi un primo bilancio del fine settimana di fuoco parla di 60 feriti tra i manifestanti e 100 tra le forze dell'ordine. Arriva la conferma della prima vittima della polizia: Ethem Sarisuluk , colpito alla testa da un colpo d’arma da fuoco.

Intanto il premier Recep Erdogan, dopo aver definito Twitter una minaccia per la società, lancia un appello alla calma. "Le proteste in corso hanno collegamenti esteri e sono organizzate da estremisti" - dice il presidente turco, che invita anche la polizia alla moderazione. Calma precaria a Istanbul, dove in molte zone sono state erette barricate.


Ascolta l'intervista a Orkide Izci della comunità turca bolognese

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