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Amianto, la strage silenziosa continua

Le considerazioni di Andrea Caselli, presidente dell'Associazione famigliari e vittime dell'amianto, dopo la morte di Sergio Negroni.


di Andrea Perolino
Categorie: Lavoro
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Ancora una volta i lavoratori dell'Ogr di Bologna hanno subito un decesso per cause legate all'amianto. Ieri i funerali di Sergio Negroni, una vita di lavoro come elettricista a diretto contatto con l'amianto. Andrea Caselli, presidente AFeVA: "ancora nessuno diritto per le persone esposte".

Per l'ennesima volta i lavoratori dell'Ogr di Bologna si trovano a fare i conti con un decesso legato all'esposizione all'amianto. Si sono svolti ieri i funerali di Sergio Negroni, di 81 anni, da 25 in pensione dopo una vita di lavoro come elettricista in officina a diretto contatto con l'amianto. Sono 749 i casi di malattie correlate all'amianto censite dall'Ausl di Bologna dal 1989 ad oggi, di cui più della metà (403) riguarda persone che lavoravano negli stabilimenti delle Fs, in particolare all'Ogr. "Noi ritorniamo tutte le volte che qualcuno si ammala o muore su questo tema - osserva Andrea Caselli, presidente dell'Associazione dei famigliari e delle vittime dell'amianto (AFeVA) - che non riguarda soltanto l'Ogr, ma sono tantissime le altre realtà che sono state colpite e per cui la gente continua a morire". Una strage silenziosa, che continua a mietere vittime tra l'indifferenza dei più, mentre chi sopravvive deve affrontare una burocrazia obsoleta che non riconosce loro alcun diritto.

"Vogliamo tenere alta l'attenzione, perché ci sono una serie di aspetti che riguardano la giustizia per queste persone che sono state esposte - spiega Caselli - Anche chi non si ammala vive con l'incertezza per il futuro, e ha un danno costante, ma a fronte di tutto ciò vedersi riconosciuta la condizione di ex esposti e i benefici previdenziali è difficilissimo. Continuano a esserci normative profondamente ingiuste - sottolinea Caselli - È per questo che l'Associazione e le organizzazioni sindacali da anni si battono perché l'Inail e il Governo diano risposte a queste persone".

Lo scorso luglio, Salvatore Fais, lavoratore e leader delle tute blu delle Ogr, si incatenò in segno di protesta alla sede dell'Inail, che non vuole riconoscere l'esposizione all'amianto dei lavoratori delle Officine Grandi Riparazioni prima degli anni '90, nonostante la scia di morti per mesotelioma pleurico che drammaticamente si registra in questi anni. "Per il riconoscimento al diritto alla pensione anticipata lo schema normativo si ferma al 2005 - spiega Caselli - se hai lavorato in certi ambienti devi ancora dimostrare che hai inalato un certo numero di fibre di amianto. Ci sono realtà di certi posti di lavoro per cui dovrebbe valere un riconoscimento generalizzato di questi diritti, diritti previdenziali e risarcitori".

"Sembra che per lo più la nostra città ignori e sia estranea a questa vicenda che si protrae nel tempo e ha già prodotto centinaia di vittime - è la considerazione del sindacalista - La nostra battaglia continua, vogliamo dare conoscenza a questa città e a questa regione di tutte le morti per amianto, e in generale per tutti i cancerogeni utilizzati. Nel caso specifico dell'amianto l'unico intervento possibile è quello di un intervento preventivo che tolga tutto l'amianto ancora esistente sul territorio. Si sta aprendo una discussione sul nuovo piano regionale amianto - conclude Caselli - e credo che dovrà essere una gestione molto partecipata affinché tutto ciò che abbiamo detto finora veda uno sforzo forte nel tempo più breve possibile".


Ascolta l'intervista ad Andrea Caselli

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