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Amianto, bisogna intervenire adesso

Al via l'istruttoria sull'amianto promossa dal Consiglio comunale.


di redazione
Categorie: Ambiente, Sanità
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Si è svolta oggi l'istruttoria sull'amianto a Palazzo d'Accursio che ha visto il coinvolgimento di 17 fra associazioni e comitati, oltre ai diversi esperti in materia. Al centro della discussione l'impatto dell'amianto su oltre 700 casi di malattie censite negli ultimi 25 anni, riguardanti soprattutto lavoratori degli stabilimenti Fs e delle officine Casaralta, e il piano di bonifica lanciato poche settimane fa dal Comune.

Sono 749 i casi di malattie correlati all'amianto censite dall'Ausl di Bologna dal 1989 ad oggi. E' questo il dato fornito da Villiam Alberghini, responsabile dell'area Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell'Ausl, nel corso dell'istruttoria sull'amianto tenutasi a Palazzo d'Accursio quest'oggi.
Sui 286 pazienti ammalatisi di mesotelioma, che con l'amianto ha "un nesso causale - sottolinea Alberghini - fuori discussione", 265 casi (il 93%) sono legati ad una "esposizione professionale certa o possibile".

Più della metà dei casi (403) riguarda persone che lavoravano negli stabilimenti delle Fs, in particolare all'Ogr; il secondo "focolaio" (186 casi) è, invece, quello delle officine Casaralta, specializzate nel lavoro su materiale rotabile ferroviario.  
"Tra gli operai Casaralta", continua l'esperto dell'Ausl, "l'incidenza di morti per mesotelioma risulta oltre il 300% superiore rispetto alla popolazione generale. E nei lavoratori che hanno avuto a che fare con l'amianto "continuiamo a vedere l'insorgenza di malattie, ma non siamo in grado" - afferma Alberghini- "di stabilire e prevedere quando questa incidenza cesserà": la situazione "e' in rapida evoluzione e non siamo in grado di fare una previsione".

Alberghini, infine, fa un bilancio delle attività di rimozione: dal 2009 si parla di 4.042 tonnellate di amianto compatto e di 90 tonnellate di friabile. Ma quanto manca ancora da fare?
"Quanto sia ancora l'amianto distribuito sul territorio, con precisione- dichiara l'esperto- non lo sa nessuno". Di certo, l'amianto "si porta dietro un passato pesantissimo, che si proietta nel futuro- aggiunge Alberghini- per un tempo indefinibile". Tema che, conclude il dirigente Ausl, non riguarda solo chi con l'amianto ha lavorato prima della sua messa al bando: oggi, infatti, l'esposizione riguarda ancora i lavoratori addetti alla sua rimozione ed "i cittadini esposti a situazioni in cui l'amianto rilascia fibre".

A poco tempo dalla sentenza Eternit, che ha annullato senza rinvio la condanna a 18 anni di reclusione per i vertici, responsabili di un disastro ambientale doloso, si attende chiarezza e tempestività dalle istituzioni, come afferma anche Andrea Caselli, responsabile dell'Area Salute e Sicurezza nel lavoro della Cgil Emilia Romagna: "L'Amministrazione comunale di Bologna deve decidere che, se questa è una priorità assoluta per la salute e la sicurezza non solo dei lavoratori ma anche dei cittadini bolognesi, il pericolo amianto va eliminato al più presto dalla città".

Il Piano amianto proposto dal Comune, sempre secondo Caselli, "allunga moltissimo i tempi delle bonifiche, del monitoraggio, delle iniziative da fare e si dà per scontato che non ci sia quel salto di qualità che invece sarebbe necessario": c'è, dunque, bisogno di "una grande campagna che, nel giro di pochi anni, riesca a monitorare la presenza dell'amianto sul nostro territorio e passi direttamente alle bonifiche", conclude Caselli.

E se è vero che "il percorso dell'istruttoria ha già di per sé un valore straordinario, ancor prima degli esiti", visto che non sottovaluta il problema e si propone di mettere in campo azioni concrete, come afferma Luca Rizzo Nervo, assessore alla Sanità del Comune di Bologna, ci si aspetta, però, un intervento immediato, laddove la presenza di amianto è sicura e mette a rischio, ora, la salute di lavoratori e cittadini.

Luigi Grifone


Ascolta l'intervista ad Andrea Caselli

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