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Amber Light, l'Ue alla ricerca dei clandestini

Dal primo al 14 aprile le polizie Ue pattuglieranno gli aeroporti per identificare gli irregolari.


di Alessandro Albana
Categorie: Migranti
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Si chiama "Amber Light 2015", è l'operazione di ricognizione europea sugli overstayers, le persone presenti nei Paesi Schengen con permesso di soggiorno o visto scaduto. Si svolgerà tra il primo e il 14 aprile e avrà come obiettivo ufficiale la raccolta di dati sugli stranieri presenti "clandestinamente" sul territorio europeo. Ma dopo Mos Maiorum e altre operazioni, Amber Light pare rispondere più a esigenze di polizia in funzione antimigratoria che alla raccolta di dati.

Dal primo al 14 aprile (con un possibile slittamento al periodo compreso tra il 18 e il 30 aprile), nei Paesi Ue sarà attivata l'operazione di controllo e ricognizione degli aeroporti Amber Light. L'operazione, che in termini di ufficialità risponde alla necessità di raccogliere i dati sugli overstayers presenti sul territorio Schengen, sarà coordinata dalla Lettonia - presidente di turno Ue - in collaborazione con Frontex.

Nella sostanza Amber Light si articolerà come operazione di polizia europea che procederà alla raccolta dei dati riguardanti quanti circolano in territorio europeo con permesso di soggiorno o visto scaduti. Si procederà, insomma, alla schedatura dei cosiddetti clandestini. "Mentre nel caso di Mos Maiorum l'obiettivo dichiarato era quello di cercare di capire quali sono le rotte dell'immigrazione che loro chiamano irregolare, attraverso soprattutto il Mediterraneo - spiega ai nostri microfoni Giorgio Grappi del Coordinamento Migranti - in questo caso lo scopo dichiarato è quello di monitorare e raccogliere dati sui comportamenti dei cosiddetti overstayers".

Il mandato di Amber Light conferisce alle forze di polizia impegnate nell'operazione le mansioni di monitoraggio e identificazione negli aeroporti dell'area Schengen, ma non specifica se sarà possibile procedere alla reclusione ed espulsione dei migranti irregolari. Come chiarisce Grappi, "al momento non ci sono indicazioni sul comportamento da tenere. Lo scopo dichiarato non è fermare i migranti irregolari per espellerli o rinchiuderli, ma ovviamente questo rischio c'è. È interessante rilevare come Frontex, in qualche modo, cerchi di usaere delle forze di polizia come ricercatori".

E visto che il possesso di un permesso di soggiorno o di un visto valido non costituiscono caratteristiche fisiognomiche, a poter essere identificati da Amber Light sono, potenzialmente, tutti. Resta comunque il fatto che un controllo a tappeto in tutti gli aeroporti è praticamente impossibile, e quindi "sarà un'operazione in qualche modo random, come la precedente, questo non diminuisce i rischi per chi viene fermato, ma non dobbiamo cadere nell'errore di pensare che sia possibile riuscire ad estendere ovunque un'operazione di questo tipo".

L'ennesima operazione europea sulle migrazioni, tutta agita, almeno ufficialmente, sulla ricognizione e le schdature, si rivolgerà quindi non ai migranti in entrata nell'area Schengen, ma ai cosiddetti irregolari già presenti nei Paesi in cui è in vigore la circolazione delle persone senza controlli alle frontiere. A questo proposito, osserva Grappi, "un grande punto interrogativo sarà su quale base questi controlli verranno fatti" visto che "nello spazio Schengen i controlli di frontiera non ci sono più".

Amber Light è la quarta operazione europea di controllo delle migrazioni. Dal 2012 ad oggi, rivela la ong londinese Statewatch, il numero delle persone arrestate nell'ambito delle operazioni europee sulle migrazioni è quadruplicato, passando dai 5289 di Aphrodite ai circa 19 mila di Mos Maiorum. In quest'ultima, secondo le stime del Consiglio d'Europa, i più identificati sono stati i siriani (5088) e gli afgani (1466).

Non è un mistero che Siria e Afghanistan siano tra i Paesi più martoriati da disordini, eventi bellici e persecuzioni a vario titolo. La questione, a questo punto, tocca il nervo scoperto del diritto di asilo in Europa."L'Ue - conclude Grappi - è in cerca di una politica sull'immigrazione che abbia un qualche senso, ma quello che manca, drammaticamente, è una discussione politica sulle migrazioni a livello europeo che non sia relegata all'interno delle commissioni di tecnocrati".


Ascolta l'intervista a Giorgio Grappi

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