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Alunni stranieri, i dubbi sul Protocollo

Le preoccupazioni del collegio docenti dell'IC 20


di redazione
Categorie: Istruzione
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Il recente "Protocollo per l'accoglienza e l'inclusione degli alunni stranieri", redatto dal Comune e dall'Ufficio scolastico per favorire l'inserimento dei minori stranieri nelle scuole di Bologna, preoccupa le docenti dell'IC 20: "Gestione centralizzata e premio al modello separatista delle scuole Besta".

Per tentare di dare una risposta ai problemi di quelle famiglie e bambini stranieri che arrivano a Bologna, il Comune e i dirigenti scolastici nei giorni scorsi hanno redatto un Protocollo per l'accoglienza e l'inclusione degli alunni stranieri nelle scuole del primo ciclo che non possiedono una conoscenza minima della lingua italiana. Il Protocollo prevede l'istituzione di cinque scuole polo (il CPIA - Centro per l'istruzione degli adulti di Bologna, l'IC 1, l'IC 5, l'IC 7 e l'IC 12), con il compito di gestire l'accoglienza e la redistribuzione degli alunni stranieri sul territorio scolastico bolognese.

Su questo Protocollo si sono però addensati i dubbi e le perplessità di alcuni referenti degli Istituti Comprensivi. Il Collegio dei docenti dell'IC 20 di Bologna ha infatti espresso in una nota la propria preoccupazione sull'istituzione di queste scuole polo previste dal Protocollo, in quanto si "accentra molto una gestione dell'integrazione degli alunni migranti che secondo noi andrebbe mantenuta diffusa - sottolinea Gianluca Gabrielli dei Cobas Scuola - sono state esautorate tutte le figure di sistema che lavorano da anni nelle singole scuole per queste problematiche. Ci preoccupa il fatto che questa nuova disciplina sembra escludere tutti quelli che se ne occupavano fino ad ora".

Le docenti referenti per l'accoglienza degli stranieri si oppongono pertanto a un uso delle risorse che va a istituire nuove figure piuttosto che potenziare quelle esistenti, come il Cd-Lei (Centro di Documentazione/ Laboratorio per l'educazione interculturale), e accentra le funzioni di accoglienza su 5 istituti a fronte dei 22 esistenti.
Desta qualche preoccupazione anche il fatto che "tra i soggetti indicati come referenti di queste scuole polo ci sono gli stessi che hanno proposto e realizzato quest'anno la classe per soli alunni stranieri alle scuole Besta - spiega ancora Gabrielli - e quindi sembra un premio a questa gestione separatista degli alunni migranti".

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Gianluca Gabrielli
Tags: Scuola, Migranti

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