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Alunni del sole: il progetto per il primo Solar Information Center

Domani la presentazione del primo centro italiano per la transizione energetica.


di redazione
Categorie: Ambiente
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Domani a Medicina viene presentato il progetto per il primo Solar Information Center d'Italia, uno spazio per alfabetizzare ed educare cittadini ed imprese alla transizione energetica. Dopo la Comunità Solare Locale, l'obiettivo è di trasformarci in "Cittadini Solari" e vivere in un mondo alimentato da energia rinnovabile.

Nel 2015 ha visto la luce il Centro per le Comunità Solari, un'associazione privata senza scopo di lucro, spin-off dell'Università di Bologna, il cui scopo è quello di studiare e sviluppare strumenti per accompagnare le famiglie nella transizione energetica verso un "Mondo Solare", cioè alimentato da energia rinnovabile.
A quattro anni di distanza, a Medicina, in provincia di Bologna, viene presentato il primo "Solar Information Center" d'Italia, una show-room interattiva per guidare piccole e medie imprese e famiglie verso la transizione energetica.

La presentazione avverrà domani, 6 marzo, quando la Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia Romagna illusterà il progetto.
Il Solar Information Center (Sic), basato su un modello imprenditoriale già utilizzato per a Friburgo nel 1999, intende assumere il ruolo di un vero e proprio show-room interattivo e attrattivo della piccola e media impresa artigiana per formare, stimolare e aggregare la domanda nei setori nevralgici della riqualificazione energetica, della produzione di energia rinnovabile e della mobilità elettrica, ma anche di sviluppare dei format progettuali finanziabili da investitori di capitale di rischio.

In altre parole, il Sic vuole essere un hub autonomo per l’energia, in cui le aziende, unite alla ricerca universitaria, generino il primo e unico big data center sulla transizione energetica, quale megafono moltiplicatore della domanda e dell’offerta con l‘obiettivo di costruire città solari.

Ma cosa significa essere un "Cittadino Solare"? A spiegarlo sono le stesse comunità solari locali: "significa fare un vero training per imparare a vivere e a costruire la propria città solare mettendo insieme e condividendo le energie in una Comunità Solare".
Tutto nasce nel 2014, quando un gruppo di ricerca dell'Università di Bologna si accorse che il 70% dell’energia consumata nei territori comunali era legata alle famiglie con le loro case e le loro automobili.

Tra il 2014 ed il 2017 il gruppo di ricerca ha costituito un network sperimentale di circa 300 famiglie distribuite su 8 associazioni locali, chiamate Comunità Solare Locale, tutte localizzate in provincia di Bologna ( asalecchio di Reno, San Lazzaro di Savena, Medicina, Zola Predosa, Ozzano dell’Emilia, Bologna, Sasso Marconi e Castel Maggiore e Bologna). Questo nucleo era indispensabile per studiare le dinamiche della transizione energetica su scala domestica e sviluppare conseguentemente strumenti adatti all’accompagnamento.

I risultati del progetto sperimentale hanno portato all'istituzione di una figura di educatore energetico (acchiappawatt) in grado di poter interagire con il network rilevando, attraverso interviste continue, le dinamiche sociali della transizione energetica in corso.
Nel 2018, dopo tre anni di lavoro, migliaia di incontri e decine di sperimentazioni tra la gente, è stato creato il primo Big Data sui consumi reali: un database, costantemente ampliato e aggiornato, messo a disposizione degli enti che studiano le dinamiche socio-economiche da trasferire ai policy makers per attuare politiche coerenti su scala locale.

ASCOLTA L'INTERVISTA A UNA REFERENTE DELLE COMUNITÀ SOLARI LOCALI:

Tags: Ambiente, Energia

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