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Alla mensa popolare la solidarietà è contagiosa

Viaggio nella struttura ideata da Roberto Morgantini per dare un pasto a chi è in difficoltà


di Alessandro Canella
Categorie: Società
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Roberto Morgantini e Bruno Pizzica

Un pasto per quaranta persone, con un facilitatore ai tavoli che aiuta a superare le difficoltà e una rete di realtà per fare comunità. Siamo stati alla mensa popolare di via del Battiferro, ideata da Roberto Morgantini, dove oggi è arrivato anche il contributo economico dello Spi-Cgil. GUARDA LE FOTO.

Per concretizzare il suo sogno ha dovuto sposarsi e oggi l'instancabile Roberto Morgantini guarda con orgoglio alla mensa popolare di via del Battiferro. Il sostegno arrivato all'iniziativa è tanto e continua ad arrivare. "Per i primi due anni siamo a posto - racconta - ma fra un anno sarebbe bello dare vita ad un azionariato popolare per permettere all'iniziativa di proseguire".
Dopo Stefano Benni e Romano Prodi, il mondo cooperativo e tanti cittadini, a staccare un assegno, oggi, è stato lo Spi-Cgil dell'Emilia Romagna, per mezzo del suo segretario Bruno Pizzica, che è andato a trovare Morgantini e i volontari che preparano e distribuiscono pasti. "È giusto sostenere un'iniziativa del genere - osserva Pizzica - perché si inserisce perfettamente nell'idea di welfare di comunità. Inoltre molti ospiti sono anziani, che sono una delle categorie più colpite dalla crisi".

Aperta tre giorni a settimana, la mensa popolare attualmente dà da mangiare ad una quarantina di persone. "Il Quartiere Navile o la Parrocchia di San Cristoforo ci segnalano le persone - racconta Morgantini - e noi cerchiamo di raggiungerle e coinvolgerle".
Non si tratta però di fornire semplicamente un pasto a chi è povero, ma di tessere relazioni che aiutino le persone ad uscire dalla difficoltà. "Ad ogni tavolo c'è un facilitatore - spiega l'ideatore dell'iniziativa - che parla con le persone e cerca di capire quali sono i suoi problemi e come superarli".
L'attivista, che è anche vicepresidente di Piazza Grande - sottolinea come sia la solitudine e il senso di vergogna per la propria condizione economica ad aggravare le difficoltà delle persone. Quel che si cerca di fare alla mensa popolare, dunque, è anche fornire un sostegno e far sentire le persone parte integrante di una comunità.

Su quest'ultimo tema insiste il presidente del Quartiere Navile Daniele Ara, per il quale le istituzioni, da sole, non riuscirebbero mai a rispondere a tutti i bisogni, che sono in crescita. "Con la sola logica assistenziale - spiega - non saremmo mai in grado, ma attraverso il welfare di comunità possiamo dare risposte molto più forti".
Ara apprezza l'iniziativa di Morgantini perché, oltre ad aiutare il Quartiere a fronteggiare le situazioni di difficoltà, si inserisce bene nei cambiamenti anche sociali che la Bolognina, zona dove si trova la mensa, sta vivendo.

E così, tra cuochi che fanno a turno, zdaure che dedicano un po' del loro tempo libero e volontari di tutte le età, la mensa popolare di via del Battiferro sta riscuotendo un successo che valica anche i confini della città.
"Bisogna usare la fantasia - osserva Morgantini - Se non si hanno i soldi per realizzare un progetto, occorre inventarsi un modo per trovarli, tessendo relazioni e mettendosi in rete con tutti".


Ascolta l'intervista a Roberto Morgantini

Ascolta l'intervista a Daniele Ara

Ascolta l'intervista a Bruno Pizzica
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