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Alcool, tra racket delle birrette ed estensione dell'ordinanza

L'assessore Matteo Lepore spiega il senso della nuova ordinanza contro le birre fresche.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica, Società, Economia
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L'ordinanza che vieta la vendita di birre fresche si allargherà anche ad altre vie e non è escluso che da ottobre possa riguardare tutto il centro storico. Lo spiega l'assessore Matteo Lepore, per il quale dietro i venditori abusivi c'è il racket. Sulle polemiche: "È un'ordinanza contro la concorrenza sleale".

La nuova ordinanza comunale che impone la chiusura di alimentari e laboratori artigianali entro le 21 qualora vendano alcool e birre fresche si allargherà a breve ad altre strade. Ad annunciarlo, ai nostri microfoni, è l'assessore comunale all'Economia Matteo Lepore, che spiega come la mappa verrà estesa a vie rimaste finora escluse su richiesta degli esercenti stranieri, che ieri hanno protestato e chiuso le serrande contro l'ordinanza.
Lepore però non esclude nemmeno che, se gli effetti saranno stati positivi, ad ottobre, quando il provvedimento scadrà, possa essere esteso a tutto il centro storico.

In mattinata, ai microfoni di colleghi di Radio Città del Capo, Lepore aveva sostenuto anche che dietro ad un altro dei fenomeni che insistono sulla zona universitaria e in altre zone della città, quello dei venditori abusivi di birre, si nasconda il racket di organizzazioni criminali.
Una dichiarazione che fa subito venire alla mente il "racket dei lavavetri" evocato dall'ex sindaco Sergio Cofferati qualche anno fa, ma le indagini allora si non portarono nulla.
"Non spetta a me fare le indagini - premette Lepore - ma come cittadino, come uomo della strada penso che il numero degli abusivi, presenti con zaini e carrelli, non nasca da un'iniziativa individuale, ma organizzata".

Non c'è allora il rischio che un'ordinanza dal sapore proibizionista favorisca fenomeni di abusivismo nella vendita di alcolici?
Per Lepore no, poiché Palazzo D'Accursio ha già intensificato ed ha intenzione di intensificare ulteriormente i controlli della Polizia Municipale e della Guardia di Finanza, che in occasioni degli ultimi grandi concerti in città hanno effettuato un numero ingente di multe e sequestri.

L'assessore spiega come quest'ultima ordinanza anti-alcool sia anche figlia della precedente, quella sugli orari che tante polemiche aveva sollevato. "Circa una cinquantina di esercizi commerciali hanno stipulato con noi i patti di collaborazione - spiega Lepore - ma ci hanno chiesto di contrastare la concorrenza sleale, sia da parte degli abusivi, sia da parte degli alimentari".
Vendere birra fresca da consumare in loco o poco distante, per l'esponente della giunta, rappresenta concorrenza sleale, dal momento che altri esercenti, come i pub, hanno sostenuto spese maggiori per le licenze, i dehor ed altri investimenti.

Lepore infine rassicura che le regole sulla chiusura alle 21 vale anche per i supermercati presenti nelle vie stabilite dall'ordinanza, qualora vendessero alcool.
Una notizia che si inserisce nell'acceso dibattito sindacale sulle aperture notturne di alcune catene della grande distribuzione, come Coop Adriatica e Carrefour. Le lavoratrici e i lavoratori di questi ultimi si stanno mobilitando e stanno scioperando proprio per scongiurare l'estensione degli orari, consentita invece dalla liberalizzazione del governo Monti.


Ascolta l'intervista a Matteo Lepore

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