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Al Teatro Comunale di Ferrara tutte le lingue della danza

La nuova stagione del Teatro Comunale di Ferrara.


di redazione
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Anche quest’anno il palco del Teatro Comunale di Ferrara diventa luogo di incontro di esperienze artistiche diverse fra loro. Linguaggi differenti non solo per provenienza geografica, ma anche per approccio e stile coreografico.

Tante sono le danze della stagione 2013/2014 della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, tutte però espressione di un comune obiettivo: la ricerca del proprio particolare modo di relazionarsi con la realtà. Come è ormai tradizione si alterneranno grandi nomi e nuove leve della scena coreografica italiana e non solo, quest’anno con una particolare attenzione “all’elemento sociale”, come hanno sottolineato Roberta Ziosi e Marino Pedroni, presidente e direttore artistico della Fondazione durante la conferenza stampa di presentazione. A partire proprio dal primo spettacolo in cartellone il 12 ottobre How long is now # Ferrara della Compagnia Balletto Civile diretta da Michela Lucenti: questo collettivo nomade di performers, come si definisce il gruppo stesso, affronterà il tema del rapporto fra le generazioni accompagnato dalla musica dal vivo della violoncellista Julia Kent. Per farlo i danzatori lavoreranno a partire dal 20 settembre con gli ospiti di una casa residenza per anziani ferrarese nell’ambito del laboratorio FERRARA # PEOPLE. Le relazioni intergenerazionali sono il tema anche di uno degli appuntamenti di Fuoristrada, che riconferma la formula della doppia serata: Parkin’son - vincitore del Premio Equilibrio 2011 - vede infatti in scena, assieme all’autore Giulio D’Anna, il padre colpito dalla malattia.

Numerosi saranno i debutti. In novembre quello di Louise Lecavalier, musa di Éduard Lock e danzatrice simbolo della sua compagnia La La La Human Steps, nella veste di interprete in Children - accanto a Patrick Lamothe - e in A few minutes of Lock, in quella di coreografa con So blue. Sempre in novembre andrà in scena la danza Kathak dell’anglo-indiano Aakash Odedra creata appositamente per Ferrara, che con altri tre assoli darà vita a Rising. Da Israele proviene il Batsheva Ensemble, che in ottobre presenterà Deca Dance: al centro di questo lavoro l’intero percorso creativo di Ohad Naharin, alla guida della compagnia dal 1990. Pedroni ha evidenziato come anche in questa occasione, come con il Balletto Civile, ci sia stata una stretta “collaborazione con altre istituzioni cittadine”, in questo caso il Meis e l’Istituto di storia contemporanea, per dare vita negli stessi giorni dello spettacolo a una serie di incontri in cui approfondire la storia e la cultura israeliana.

Dopo la dissacrante parodia del balletto accademico dei Trocks, ossia Les Ballets Trockadero de Montecarlo, compagnia en travesti che sa coniugare con un linguaggio raffinato humor e tecnica impeccabile, in dicembre ci sarà il gradito ritorno del Junior Balletto di Toscana con La boule de neige, balletto creato nel 1985 da Fabrizio Monteverde ispirandosi a Les enfants terribile di Cocteau. Per l’occasione il coreografo, che con questi giovani interpreti ha già realizzato Coppelia, ha rivisitato il suo lavoro originale “aggiungendo più danza”, ha spiegato Cristina Bozzolini, presente alla conferenza stampa nella duplice veste di fondatrice e direttrice artistica della compagnia Junior Balletto di Toscana e di direttrice artistica di Aterballetto. Sarà proprio la celeberrima ed eclettica formazione reggiana a dare inizio al 2014 con un doppio appuntamento pomeridiano e serale: Rain Dogs, lavoro del coreografo del Netherland Dance Theatre Johan Inger su musiche di Tom Waits, e Workwithinwork, creato negli anni ’90 da William Forsythe sui Duetti di Luciano Berio. Cristina Bozzolini li ha definiti rispettivamente “un racconto della sensazione di smarrimento” che a volte ci coglie all’improvviso “con il rischio di non riuscire a ritrovarci più” e “un lavoro stupendo ed emozionante dalla perfetta architettura coreografica”.

Una segnalazione speciale merita la serata del 21 febbraio, frutto di una produzione Teatro Comunale di Ferrara-Ferrara Musica: la prima collaborazione di Sasha Waltz e della Mahler Chamer Orchestra. La prima italiana di Métamorphoses vedrà così in scena i danzatori della compagnia berlinese e l’ensemble orchestrale della formazione ormai di casa a Ferrara, impegnati in sei miniature coroegrafiche originariamente proposte in occasione della riapertura del Neues Museum di Berlino nel 2009. Chiuderà la stagione in aprile lo Swan Lake della coreografa e danzatrice sudafricana Dada Masilo, presentato alla Biennale Danza di Lione e più recentemente all’Arena Festival: un Lago dei cigni dal sapore afro, anche per quanto riguarda i problemi che affliggono il continente.

Federica Pezzoli


Ascolta l'intervista a Marino Pedroni
Tags: Cultura, Arte

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