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Scuola, il Senato dà la fiducia a Renzi

Alle 16.00 la prima chiama per il ddl sul quale il governo ha imposto la fiducia.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione
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Con un'ampia maggioranza, il governo Renzi ottiene la fiducia al Senato sulla riforma della scuola. Fuori dall'aula le proteste, mentre il mondo della scuola annuncia che a settembre riprenderanno le mobilitazioni e si lavorerà per un referendum abrogativo.

Il governo Renzi ottiene la fiducia del Senato sulla riforma della scuola. Con 159 sì e 112 no, Palazzo Madama ha dato il via libera alla riforma, che ora torna alla Camera per l'approvazione definitiva.
Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, questa mattina, ha chiesto il voto di fiducia sul ddl scuola. La richiesta serviva ad azzerare la discussione parlamentare e le migliaia di emendamenti presentati da minoranza Pd e opposizioni e ciò viene fatto attraverso un maxi-emendamento, presentato due giorni fa dai relatori, Francesca Puglisi del Pd e Franco Conte di Ap, in commissione Istruzione al Senato.

I senatori del M5S, subito dopo l'annuncio della Boschi, hanno inscenato in aula una sorta di funerale, accendendo dei lumini votivi in memoria della scuola, definitivamente seppellita dal disegno di legge del governo.

La fiducia sul testo, in questi giorni, è stata giustificata dal governo, con l'aiuto della quasi totalità della stampa, con la necessità di procedere all'assunzione dei 100mila precari della scuola.
Una bugia, secondo le opposizioni e il movimento della scuola, dal momento che il governo avrebbe potuto procedere alle assunzioni attraverso un decreto urgente scorporato dalla riforma. Il fatto di voler tenere unite assunzioni e riforma, per chi contesta quest'ultima, rappresenta un ricatto e un'operazione di propaganda di Renzi, che vuole far passare i detrattori della riforma come contrari alle assunzioni.

Per le strade della Capitale la protesta del mondo della scuola, compattamente contrario alla riforma.
"Non si fanno riforme della scuola contro la scuola" osserva ai nostri microfoni Giovanni Cocchi, estensore della Lip, la legge di iniziativa popolare per una buona scuola della Repubblica e della Costituzione.
Chi in queste settimane ha dato vita a centinaia di mobilitazioni fa già sapere che a settembre ricomincerà con determinazione, anche pensando allo strumento referendario per abolire la riforma.


Ascolta l'intervista a Giovanni Cocchi

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