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2 agosto, i famigliari: "Presi in giro dal governo"

L'associazione dei famigliari delle vittime contro il governo per le promesse non mantenute.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica, Storia, Giustizia
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L'associazione dei famigliari delle vittime della strage alla stazione di Bologna attacca il governo Renzi per le promesse non mantenute. Dal reato di depistaggio fermo in Senato alle resistenze sulla desecretazione degli atti relativi alle stragi, fino ai risarcimenti. Bolognesi: "Il governo non può pensare di venire qui a fare la sua passerella, la misura è colma".

"Ci hanno presi per degli idioti?". Non usa fronzoli Paolo Bolognesi, deputato Pd e presidente dell'associazione dei famigliari delle vittime del 2 agosto 1980, arrabbiati per il trattamento che il governo Renzi sta riservando loro.
Tante promesse e pochi fatti, quasi nessuno, nonostante gli esponenti del governo, dal 2013 ad oggi, siano venuti a commemorare la strage alla stazione di Bologna facendo promesse su molti fronti.
Promesse non mantenute, al punto che, questa volta, sono i famigliari stessi a dirsi pronti a contestare il governo in Piazzale Medaglie D'Oro. "Il 2 agosto non può essere una passerella per il governo per venire a prendersi gli applausi e dimenticarsi delle promesse fatte già il 3 agosto".

Tre i nodi principali sui quali le risposte dell'esecutivo latitano: reato di depistaggio, desecretazione degli atti sulle stragi e risarcimenti ai famigliari delle vittime.
Il primo, dopo un importante avvallo alla Camera, è finito nel dimenticatoio del Senato. "Ci avevano detto che sarebbe stato approvato in via definitiva entro il 2 agosto - lamenta Bolognesi - ma non viene calendarizzato. Se ci fosse la volontà, il governo potrebbe sbloccare la situazione".

Non va meglio per la direttiva Renzi sulla desecretazione degli atti relativi alle stragi. Dopo l'annuncio roboante del premier all'inizio del suo mandato, i meccanismi per arrivare a vedere e conoscere i fascicoli sulle stragi che hanno insanguinato l'Italia procedono a rilento, al punto da sospettare un atteggiamento omertoso. "Il Ministero degli Esteri ci dice che non può darci documenti perché su nessun fascicolo c'è scritto 'strage di Bologna' - racconta il presidente dei famigliari - Il Ministero degli Interni, invece, ci dice che prima di darci materiale deve preselezionarlo. In altre parole c'è il filtro delle stesse persone che hanno tenuto nascosto tutto fino ad oggi".

Infine la questione dei risarcimenti ai famigliari delle vittime, che viene rimpallata tra uffici economici dell'esecutivo ed Inps, la quale non applica misure contenute nella Legge di Stabilità, nonostante ci siano anche le coperture finanziarie.
"È una situazione assurda - osserve Bolognesi - Qui stanno a discutere se per l'invalido superiore al 50% deceduto abbiano diritto al risarcimento gli eredi. Intanto il tempo passa, loro non hanno fretta, ma la nostra gente muore".


Ascolta l'intervista a Paolo Bolognesi

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