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2 agosto: è possibile arrivare ai mandanti

La battaglia dei famigliari delle vittime della strage alla stazione di Bologna.


di Alessandro Canella
Categorie: Storia, Giustizia
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L'associazione dei parenti delle vittime della strage alla stazione dedicano il manifesto di quest'anno al tema dei mandanti. Bolognesi: "Incrociando documenti di diversi processi è possibile risalire alla verità, basta che ci sia la volontà". E su Ustica: "Possibile che i famigliari abbiano sempre lo Stato contro?".

Arrivare ai mandanti della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna è possibile. Lo sostiene l'associazione dei famigliari delle 85 vittime e dei 200 feriti, che proprio al tema dei mandanti ha dedicato il tradizionale manifesto commemorativo.
Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione e senatore del Pd, spiega ai nostri microfoni perché: "Digitalizzando i documenti di diversi processi in Italia sono emersi almeno due elementi che possono aiutare ad arrivare alla verità su chi commissionò la strage. Quel che occorre è la volontà di indagare".

La prima notizia riguarda i depistaggi che l'indagine sul 2 agosto subì. "Il depistaggio fu predisposto nel marzo del 1980 - racconta Bolognesi - e man mano che ci si avvicinava al giorno della strage venivano fuori altre operazioni che andavano ad arricchire quel depistaggio". Un elemento che per il senatore deve far riflettere anche sul perché i giudici non interrogarono gli uomini dei servizi segreti e Amos Spiazzi, allora ufficiale delle forze armate deceduto l'anno scorso.
Il secondo elemento è emerso dalle carte del processo sul Banco Ambrosiano e riguarda la figura di Licio Gelli, gran maestro della loggia massonica P2. Gelli possedeva una cartellina che recava la scritta "Bologna", nella quale era contenuta la lista di ingenti somme di denaro versate nel luglio 1980 in favore di personaggi legati a Gladio ed altre aree eversive.

Bolognesi, dal suo insediamento in Senato, ha presentato già due proposte di legge: una per l'introduzione del reato di depistaggio e l'altra per l'assistenza e il sostegno alle vittime di tutti i reati.
"Le proposte sono state accolte bene dagli altri parlamentari - racconta ai nostri microfoni - ma resta l'incognita della durata di questo governo, che potrebbe durare 5 anni come una settimana".
Le proposte di legge non sono ancora state calendarizzate perché le commissioni parlamentari scontano l'ingolfamento del lavoro arretrato. Ciò suscita un po' di preoccupazione nel presidente dell'associazione del 2 agosto: "Dal mio punto di vista bisogna fare in fretta".

Un'accelerazione che servirebbe anche a ripristinare la giustizia nei confronti dei parenti delle vittime delle stragi italiane. Su questo versante, Bolognesi trova scandaloso ciò che sta succedendo attorno alla strage di Ustica: "L'annuncio del ricorso dell'Avvocatura dello Stato contro la sentenza e i risarcimenti, poi ritirato dopo l'intervento di Napolitano, ci dice ancora una volta che i famigliari delle vittime hanno sempre contro lo Stato".
Non solo i parenti della strage di Ustica, infatti, si trovano ad affrontare una situazione del genere: "La legge 206 sui risarcimenti è stata approvata nove anni fa e da nove anni ci stiamo battendo per la sua applicazione".


Ascolta l'intervista a Paolo Bolognesi

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