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2 agosto, Bolognesi: "Non siano gli stessi ad aprire gli archivi"

Pubblicato il manifesto commemorativo della strage alla stazione di Bologna.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica, Storia
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Il manifesto commemorativo del 34° anniversario del 2 agosto 1980

"Le vecchie coperture sono cadute. Si aprono gli archivi segreti della Repubblica. I mandanti avranno un volto. I responsabili politici dovranno spiegare l'omertà". È questa la frase contenuta nel manifesto commemorativo di quest'anno della strage alla stazione di Bologna. Il presidente dei famigliari delle vittime: "Ad aprire gli archivi non siano le stesse persone che li hanno tenuti segreti".

È stato diffuso oggi il manifesto commemorativo della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Come ogni anno, il manifesto ritrae il monumento che ricorda le vittime dell'attentato fascista, collocato nella sala d'attesa della stazione, sventrata dalla bomba.
La frase contenuta nel manifesto di quest'anno recita: "Le vecchie coperture sono cadute. Si aprono gli archivi segreti della Repubblica. I mandanti avranno un volto. I responsabili politici dovranno spiegare l'omertà".
Il riferimento è al decreto con il quale il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha declassificato gli atti relativi alle stragi compiute in Italia fino al 1984, comportando di fatto l'apertura degli archivi segreti.

"Sono cadute le coperture - spiega ai nostri microfoni Paolo Bolognesi, deputato Pd e presidente dell'associazione dei famigliari delle vittime - Ora i magistrati potranno avere accesso alle carte e non ci sono più scuse per arrivare alla verità".
Bolognesi però mette in guardia sull'iter che porterà alla desecretazione delle carte, cogliendo un rischio che già Luca Alessandrini, direttore dell'Istituto Storico Ferruccio Parri, aveva segnalato dalle nostre frequenze, ovvero che fossero le stesse persone che hanno avuto interesse a mantenere segrete le carte a gestire l'apertura degli archivi.
"Non siano le stesse persone ad aprire gli archivi - chiede Bolognesi - Non può essere lo stesso personaggio che ha mantenuto i segreti in tutti questi anni a gestire adesso l'operazione di trasparenza".

Il monito di Bolognesi, però, non è rivolto solo a persone dei servizi o a comandi militari, ma anche alle responsabilità dei politici che sono stati al potere in questi anni. Secondo il deputato, infatti, se è vero che alcune figure chiave sono venute meno, come Giulio Andreotti e Francesco Cossiga, è pur vero che negli anni ci sono stati altri presidenti del Consiglio che hanno mantenuti segreti gli atti. E ora questi esponenti politici dovranno rispondere del perché, secondo Bolognesi anche davanti agli inquirenti.
Più in generale, il presidente dell'associazione del 2 agosto auspica che l'apertura degli archivi segni un cambio culturale in Italia e che porti, in sostanza, all'abolizione del segreto di Stato.


Ascolta l'intervista a Paolo Bolognesi

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