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Afternoon Tunes @ Primavera Sound 2015

Impressioni dalla XV edizione del Festival di Barcellona


di Andrea Tabellini
Categorie: Afternoon Tunes
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Si è conclusa la XV edizione del Primavera Sound, la numero 8 di Afternoon Tunes, che dedicherà la puntata di Sabato 6 Giugno al Festival di Barcellona che si è tenuto nella giornate di Giovedi' 28, Venerdi' 29 e Sabato 30 Maggio. Live Review plus foto nella pagina.

Tante cose sono cambiate dal 2005, anno della nostra prima partecipazione al Primavera Sound. Il numero dei palchi è praticamente raddoppiato e l' affluenza quintuplicata, ma il festival spagnolo ha sempre risposto alla domanda di musica con delle line up indimenticabili.


DAY 1

Iniziamo la XV edizione del PS con Panda Bear, che si esibisce nell'immenso auditorio. L'affluenza è quella dei grandi eventi, e si può entrare solo se muniti di extra ticket (costo 2 euro). Le perquisizioni, alla ricerca di cibo e bibite, rallentano la spaventosa fila ed entriamo a concerto iniziato. Noah Benjamin Lennox aka Panda Bear e membro degli Animal Collective, propone un mix di musica e visual art che rendono l'intero live ipnotico. Non mancano i riferimenti all'ultima fatica Panda Bear Meets the Grim Reaper del 2015, album che consacra il Panda tra uno degli artisti fondamentali della scena indie-elettronica.

Usciti dal buio dell'auditorio, ci rechiamo verso il Ray Ban stage, dove un elegante Howe Gelb sta finendo i preparativi del sound check prima del live. Lontano dalla formazione storica dei Giant Sand, con Convertino e Burns, la band ha assunto una dimensione europea-americana. Se le chitarre provengono dall'Arizona, la sezione ritmica è invece scandinava a cui si aggiunge un' intrigante corista croata. Gli international Giant Sand faticano a prendere il via, e solo dopo un paio di canzoni riescono a creare un'amalgama che rende il concerto piacevole ma non indimenticabile.


Probabilmente dopo le ultime vicende di Mark Kozelek e dei The War on Drugs e le relative contaminazioni sonore, l'organizzazione ha preferito relegare il cantante americano nell' auditorio. Personalmente mi aspettavo uno show di one man guitar, molto simile al live at Biko di Milano, invece Sun Kil Moon si fa accompagnare da una band. La sua voce è molto potente e propone una Richard Ramirez Died Today of Natural Causes molto arrabbiata, al limite del punk. Inaspettatamente non mancano le novità relative ad Universal Themes, album che presto vedrà la luce ma che faticherà a bissare il successo di Benji (almeno dalle canzoni proposte al PS).


Penso ci sia ormai un accordo tra l'ATP e gli Spiritualized; già l'anno scorso abbiamo avuto la fortuna di vederli all'ATP Iceland  accompagnati delle Amiina in uno show semi acustico, e personalmente avevo il timore di vedere qualcosa di già proposto, ma debbo dire che J. Spacemen e soci si rinnovano in continuazione. Ovviamente propongono uno show che si distacca da quello del 2013 al PS, che si concentrava sui pezzi delle ultime due fatiche Songs in A&E e Sweet Heart Sweet Light. Lo show attuale si può definire più elettrico, distorto e perchè no anche sonico con un'ipnotica e strumentale Electric Mainline che ci consola dall'aver perso Antony che suonava in contemporanea.


Di tutte le otto edizioni che abbiamo visto, la presente è stata la più hipsterica, del resto la presenza dei Black Keys e degli Strokes ha attirato i ragazzi barbuti di tutto il mondo. Ci rechiamo all'immenso Primavera Stage per vedere Dan Auerbach e Patrick Carney a concerto iniziato. Si confermano comunque le mie impressioni del concerto di Torino del 2012, ovvero che le canzoni suonate in duo siano 1000 volte meglio di quelle proposte con basso e tastiere, nonostante i nostri eroi siano propensi ad usarle per esplorare nuovi territori.


DAY 2

Prima della review del secondo giorno, vi vorrei raccontare un aneddoto di King Buzzo dei Melvins, che ci disse in occasione della sua solo performance al Locomotiv. In occasione di un festival non specificato, King Buzzo racconta che venne proposto ai Melvins di suonare dopo Iggy Pop, sicuramente era una grande occasione per la band, ma Buzz rifiutò. Ad accettare furono i Sonic Youth che fecero una pessima figura confrontati all'iguana. Ebbene ad aprire il secondo giorno del PS è Patti Smith che ripropone Horses, inutile quindi paragonare ogni altra band alla sacerdotessa del rock. Patti ha ancora una carica invidiabile ed è visibilmente felice di proporre Horses a nuove generazioni. Non mancano commenti politici "We have been fucked by so many governments" e suggerimenti "Be Free" gridati a squarciagola....ma soprattutto rimane impressa l'apertura del concerto G.L.O.R.I.A. canzone emblema del PS 2015.

Damien Rice è stato ospite di Ferrara sotto le stelle diverse volte e abbiamo sempre mancato il concerto. Nonostante nel suo ultimo album My Favourite Faded Fantasy sia accompagnato da vari strumenti, live si esibisce da solo. La potenza della sua voce è indiscutibile ma le sue canzoni tendono ad essere un tantino mielose anche se il cantautore irlandese ha talento da vendere.


Indubbiamente da diversi anni, per svariati motivi, siamo nel periodo delle reunion, più o meno fortunate, e nella seconda categoria rientra ahimè quella dei Church. Autori di una grande hit Under the Milky Way a fine anni 80 non hanno avuto grande fortuna in seguito. Il concerto al PS non riesce ad entusiasmare, nonostante sia davvero molto seguito.

Concludiamo il secondo giorno con una reunion invece assai più fortunata, ovvero quella dei Ride. Uno dei concerti più attesi, si esibiscono sul palco principale del Primavera ed è forse una delle performance più seguite, soprattutto dai tanti fans inglesi. Nonostante gli anni di inattività della band, il loro sound è completo e le canzoni scorrono tanto da desiderare che il concerto non finisca mai, nonostante la stanchezza e i vari dolori si facciano sentire. Canzone indimenticabile Dreams Burn Down da Nowhere.


DAY 3

Il terzo girono inizia sulle note calme di Tori Amos, tra le più seguite e le più amate. Non sono molto dentro alla sua discografia ma indubbiamente affascina i tanti presenti. Come Damien Rice propone un set acustico, di voce e pianoforte alternato a tastiere.

Putroppo, come in tutte le edizioni passate, sono molti i concerti che si accavallano e passiamo solo qualche minuto ad assistere al concerto degli Einsturzende Neubauten. Penso comunque che sarebbe stato bello vederli nell' auditorio in quanto all'aperto il sound si disperde un po'. Sicuramente tra i più affascinanti del PS del 2015.

Il sound rimane invece assai compatto nel concerto degli Interpol. Nonostante il loro ultimo album El Pintor non sia stato acclamato dalla critica musicale, gli Interpol continuano a piacere anche nei brani che per forza non provegono dall'osannato Turn On the Bright Lights. Le luci del palco si spengono a 3/4 del concerto ma Paul Banks e soci continuono a suonare per rimanere nei tempi stretti del PS, anzi, la mancanza delle luci rende il concerto più intimo anche se dietro di noi ci sono alcune migliaia di spettatori. Hit della serata Evil da Antics.

Merrill Garbus aka Tune Yards ha il dono immenso di mettermi di buonumore, e il fatto di aver fatto due chiacchiere con lei mi riempe di orgoglio; del resto la parola Pride ricorre spesso nei testi di Tune Yards. Il sound elettronico e i vari campionamenti si mischiano a cori africani, e ritmi dance fanno ballare i numerosi presenti al Pitchfork Stage. Non convincente come la sua esibizione al Locomotiv, penso che il sound di Tune-Yards sia più adatto ai clubs, comunque brava Merrill!

Se fossi stato un bookmaker inglese, e il Primavera Sound un contest avrei puntato molto sui Thee Oh Sees. La band californiana è reduce da un ottimo album Mutilator Defeated at Last uscito recentemente e fortunatamente sono molti i pezzi live che provengono da quest'ultimo album. John Dwyer indubbiamente leader della band, si presenta accompagnato da un basso martellante suonato da Timothy Hellman e rispettivamente Ryan Moutinho e Dan Rincon alle batterie. La nuova formazione live, con due batterie, da spazio alle sonorità punk della band, mentre l'assenza della tastierista Brigid Dawson, impegnata con il suo artwork, si sente di più nei cori che rimangono un po' sguarniti.

Con la band di San Francisco, abbiamo cosi' concluso in prima fila, da veri eroi, la XV edizione del Primavera Sound.
Laura & Andrea

DSC01084.JPG Panda Bear Giant Sand
Spiritualized Patti Smith Stage Damien Rice Ride
Einsturzende Neubauten Interpol Tune Yards Thee Oh Sees

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