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Afghanistan, la strage all'ospedale di Kunduz "è un crimine di guerra"

La rabbia di Medici Senza Frontiere dopo il bombardamento della Coalizione Internazionale.


di Alessandro Canella
Categorie: Esteri
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22 morti e 29 feriti. È ancora provvisorio il bilancio del bombardamento dell'ospedale di Kunduz da parte della Coalizione Internazionale. Obama aspetta i risultati dell'inchiesta su quanto accaduto. Kabul giustifica l'attacco con la presunta presenza di talebani all'interno della struttura. Per Medici Senza Frontiere, che hanno perso 12 collaboratori nella strage, quello della Nato è un vero e proprio crimine di guerra.

Alle 2 di venerdì scorso la Coalizione Internazionale della Nato, composta da Stati Uniti e Afghanistan, ha bombardato l'ospedale di Kunduz, nel nord dell'Afghanistan, unica struttura attiva nell'area in cui operava il personale di Medici Senza Frontiere. Nonostante l'organizzazione abbia dichiarato da molto tempo la propria posizione gps, sia al governo afghano che agli Stati Uniti, ciò non è bastato a fermare il raid aereo.
Il bilancio, ancora provvisorio, parla di 22 morti e 29 feriti, tra pazienti e personale sanitario di Medici Senza Frontiere. In particolare, l'organizzazione umanitaria si è vista uccidere dalle bombe della Coalizione 12 operatori.

L'azione bellica si inserisce nel quadro della recrudescenza dell'avanzata talebana, che nei giorni scorsi aveva preso il controllo proprio di Kunduz, venendo respinta il giorno successivo dall'esercito di Kabul.
Il governo afghano, in un comunicato, ha giustificato il bombardamento dell'ospedale dicendo che i talebani si stavano nascondendo nella struttura. Gli Stati Uniti, invece, per voce del presidente Barack Obama, hanno annunciato un'inchiesta su quanto avvenuto e fanno sapere di voler attenderne i risultati prima di esprimersi in merito.

L'avvio di un'inchiesta - ma indipendente - era la richiesta di Msf, scioccata per la strage, la prima del genere in quarant'anni di attività, come ha spiegato ai nostri microfoni Loris De Filippi, presidente della sezione italiana dell'organizzazione, a poche ore dalla strage. L'organizzazione ha annunciato anche di aver chiuso l'ospedale e ritirato il personale e, dopo il primo momento di smarrimento, non ha intenzione di accettare la logica del "danno collaterale", che ha contraddistinto molte stragi nelle guerre degli ultimi decenni.
È in questo senso che oggi, in un comunicato, Msf ha detto di avere il fondato sospetto che la strage sia "un crimine di guerra" .


Ascolta l'intervista a Loris De Filippi
Tags: Afghanistan

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