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Aemilia, "Istituzioni che negano infiltrazioni? Incompetenti o consapevoli"

Così l'assessore regionale alla Cultura e alla Legalità Massimo Mezzetti.


di Francesco Ditaranto
Categorie: Politica, Giustizia
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Del radicamento della 'ndrangheta in regione si sapeva da venti anni, ma solo ora, in un teatrino triste, tutti si affrettano a dire di avere denunciato il fenomeno. Questo il senso del commento sull'inchiesta Aemilia dell'assessore regionale alla cultura e alla legalità Massimo Mezzetti, ospite nei nostri studi. Mezzetti ricorda, senza sconti, la ritrosia delle istituzioni nel riconoscere la presenza della mafia in Emilia-Romagna.

Ora la realtà è sotto gli occhi di tutti. L'inchiesta Aemilia, che ha portato in carcere 117 persone, tra affiliati alla 'ndrangheta, politici, tecnici e imprenditori, ha dimostrato definitivamente che la mafia in Emilia-Romagna c'è ed è capace di controllare il tessuto economico.

Nelle ore seguite alla maxi-operazione, c'è stato un profluvio di adesioni politiche alla cultura dell'antimafia, con una sorta di mantra strisciante del "io lo sapevo, sono anni che lo denuncio".

Eppure fino a ieri , e in certi casi era poco prima di ieri, chiunque si azzardasse a denunciare quanto la criminalità organizzata fosse penetrata e radicata nel nostro territorio, veniva tacciato, a vario titolo di allarmismo o peggio, vome nel caso di Masini a Reggio Emilia, di rancori personali.

Adesso lo sappiamo. La mafia c'è. Ed è già un buon punto dal quale cominciare. Si "consola" così l'assessore alla Cultura e alla Legalità, Massimo Mezzetti, ospite oggi nei nostri studi. Mezzetti, che da due decenni si occupa del problema, sin dai tempi in cui collaborava col giornalista Enzo Ciconte, non fa sconti a chi, consapevolvemente o meno, ha rifiutato sino ad ora di guardare in faccia la realtà. "Per lungo tempo si è sottovalutato il fenomeno, mentre è un quadro inquietante quello emerso dall'inchiesta, che mette in luce il vero radicamento della 'ndrangheta nel nostro territorio. Se un prefetto -e qui il riferimento di Mezzetti è al duro attacco portato dall'ex-prefetto di Parma, Roberto Scarpis, a Roberto Saviano- nega le infiltrazioni o è incompetente o, ancor più grave, nega consapevolmente."

"C'è stato -continua l'assessore- un mix di complicità e connivenza vera e propria. L'organizzazione penetrata, ma non fino alle prime linee. L'inchiesta ha avuto il merito di avere acceso i riflettori. Da oggi nessuno può più dire che non sapeva. Alla luce di tutto questo nessuno è più giustificato"dice Mezzetti che non risparmia nulla agli "autoctoni". "Abbiamo scontato -spiega ancora Mezzetti- la leggerezza di molti imprenditori, tecnici amministrativi, liberi professionisti e ovviamente anche di politici, di tutti gli schieramenti".

L'assessore, riconfermato da Bonaccini, racconta di un difficile rapporto tra stato centrale e regioni nell'impedire alle organizzazioni criminali di infiltrare il tessuto economico della regione e punta l'indice sulla legge nazionale sugli appalti al massimo ribasso. "Come Regione abbiamo limitato gli appalti al massimo ribasso, c'è però il tema del subappalto, che è una questioni tra privati. Lì si sono verificate le infiltrazioni. Il pubblico deve trovare il modo di controllare i subappalti. Molta responsabilità spetta alla politica, ma anche agli imprenditori." Nonostante i fatti gravissimi emersi dall'inchiesta, però, Mezzetti sottolinea come l'infiltrazione nella ricostruzione post-sisma, sia stata d'incidenza minima e loda il lavoro del commissario Errani e dei sub-commissari.

In conclusione Mezzetti, che punta ad un maggiore raccordo e sinergia tra le istituzioni, anche attraverso l'accesso facilitato alle banche dati, rilancia con più forza l'impegno nella cultura della legalità. " Si deve diffondere una coscienza della legalità tra i cittadini che devono sentire la presenza e la protezione dello Stato, e non avere paura di denunciare. In questo momento assume ancora più importanza la data del 21 marzo a Bologna,  Giornata contro le Mafie con l'associazione Libera."

Per quel che rigurda la stretta attualità, i dirigenti dell'aeroporto Marconi non parteciperanno oggi pomeriggio a una udienza in commissione alla erano stati invitati al Comune di Bologna. L'incontro è cosi'  saltato mandando su tutte le furie il Movimento 5 Stelle. Il forfait arriva dopo la perquisizione di Carabinieri e Guardia di Finanza per il discusso appalto dei 'fingers', finito anch'esso nell'inchiesta. Intanto Cgil, Cisl e Uil fanno sapere che si costituiranno parte civile nel processo scaturito dall'operazione.


Ascolta l'intervista a Massimo Mezzetti

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