Una campagna, un movimento, una rete di aziende e consumatori critici per contrastare il racket e la criminalità organizzata. Testimonial d’eccezione Roy Paci.

Per testimonial hanno il musicista siciliano Roy Paci, sono in crescita, fanno del consumo critico uno strumento di lotta alle mafie e sono al tempo stesso un movimento, una rete e una campagna.
Sono le ragazze e i ragazzi di “Addiopizzo”, un’iniziativa nata in Sicilia per contrastare attraverso i consumi il radicamento della criminalità organizzata nel territorio. “A nessuno – spiega Federico Di Cara di Addiopizzo Catania – fa piacere che i suoi soldi finiscano per le auto di lusso dei boss o per pagare lo stipendio ad uno spacciatore”.

I numeri della rete di associazioni, commercianti e consumatori critici fanno ben sperare: 779 negozi e imprese pizzo-free, 10.239 consumatori che li sostengono con i loro acquisti, 33 produttori aderenti al marchio “certificato addiopizzo”, 33 associazioni sul territorio che partecipano alla campagna, 176 scuole coinvolte nella formazione antiracket e 3583 messaggi di solidarietà da tutto il mondo.
Inoltre i bilanci delle attività associative sono online, nel segno della trasparenza.

E pensare che l’iniziativa è nata in modo del tutto spontaneo dall’indignazione di giovani palermitani. “Nel 2004 – racconta Di Cara – a Palermo alcuni cittadini indignati dall’indifferenza della cittadinanza nei confronti della mafia hanno prima esposto alcuni striscioni, poi tapezzato la città di volantini, suscitando grande clamore e approvazione”.
Di lì l’iniziativa è proseguita e sono nate in modo autonomo realtà analoghe anche a Catania e a Messina.

Il meccanismo è semplice quanto efficace: da un lato i commercianti e gli imprenditori rifiutano pubblicamente il racket, anche se non ne sono mai stati vittima, dall’altro i consumatori responsabili si impegnano ad effettuare acquisti in questi esercizi, sostenendo così la legalità e ponendo un freno all’azione della criminalità organizzata.
Non vanno trascurati, però, nemmeno i progetti che gli attivisti di Addiopizzo portano nelle scuole, dove avviene una vera e propria formazione antiracket.

L’iniziativa ha le sue radici in Sicilia, ma nulla vieta che gruppi spontanei diano vita ad esperienze analoghe anche altrove, specie al nord, dove le mafie si stanno radicando.
“Se ci contattano – spiega Di Cara – saremo ben contenti di dare loro tutti i consigli e i suggerimenti che occorrono per avviare questa esperienza”.
Addiopizzo è presente online, con i siti del comitato e del movimento di Catania, oltre che sui social network, dai quali si può dare anche un sostegno concreto a distanza.