Radio Città Fujiko»Notizie

Addio a Franco Buzzotta, colonna della tv antimafia Telejato

Il giornalista è morto in seguito ad un incidente stradale.


di redazione
Categorie: Società
14238180_10208994848686626_7564190748582356409_n.jpg
Franco Buzzotta

Franco Buzzotta, giornalista di Telejato, la tv antimafia di Pino Maniaci, è morto a 58 anni in seguito ad un incidente stradale. Il ricordo personale e professionale di Francesca Candioli, che ha conosciuto Franco.

Uno schianto si è portato via una colonna storica della redazione di Telejato, l’emittente televisiva di informazione contro la mafia fondata a Partinico nel ’99 da Pino Maniaci. Franco Buzzotta, 58 anni, che da venti era la voce che lanciava i suoi servizi, ha perso la vita ieri sera mentre viaggiava sulla provinciale che collega Partinico a Grisì. Un incidente che si è portato via non solo una vita, spesa tra giornalismo, quello vero, quello fatto con passione, e un lavoro in una cantina, ma anche un punto di riferimento per una realtà, come quella di Pino, che si basa sul lavoro volontario di tante persone. Stagisti, giovani e meno giovani, che ogni anno arrivano da tutta Italia per imparare a tenere in mano una macchina da presa o a registrare un audio cinque secondi prima di una diretta, in una terra caratterizzata storicamente da una forte presenza mafiosa.

Da Alcamo, a Castellammare del Golfo, San Giuseppe Jato, Corleone, Cinisi e Montelepre. Telejato è il posto giusto dove fare pratica, iniziare subito a sporcarsi le mani e a muovere i primi passi nel mondo del giornalismo. Come è successo a me. Era l’estate del 2014, quando dall’altro capo del Belpaese sono arrivata a Palermo. Doveva essere un breve periodo di formazione, ma avrei capito solo più tardi che sarebbe stata una scuola di vita per chi sogna questo mestiere. Un’esperienza che avrei conservato per sempre. È lì che ho conosciuto Franco, in un pomeriggio di giugno. Mi sono seduta davanti al pc, dovevo registrare il mio primo audio, che avrebbe poi dato voce alle immagini del tg. Bisognava parlare piano, scandire bene le parole e soprattutto non agitarsi. Accanto a me c’era proprio lui, stretto nella sua postazione: occhi concentrati sul monitor, il microfono in mano, il programma che registra i suoni acceso, una camicia bianca e tanto sudore. Non si respirava quel giorno: era uscita la notizia di un’ennesima maxi operazione coordinata dalle forze dell’ordine palermitane che aveva messo a segno la cattura di un gruppo di persone arrestate per associazione mafiosa. Bisognava fare in fretta, ma io ero appena arrivata.

Nel frattempo i minuti passavano, ma io non riuscivo a trovare le parole. Troppi nomi, e il mio accento trentino non aiutava. È allora che Franco si accorge di me, e del mio disagio. Mi guarda e intavola subito una conversazione sulle sue vacanze, che in passato, quasi in un’altra vita, aveva trascorso dalle mie parti tra Trento e Peio. Finalmente, qualcosa di famigliare. Dall’altra stanza, proprio accanto a quella dove si sistemano gli audio, sento Pino strillare: la mia registrazione serviva subito. Franco mi guarda, sorride e mi dice: “Tranquilla, fa sempre così, ce la facciamo”. Mancava un minuto. In quella che a me è parsa una frazione di secondo, mi spiega cosa dire ed io lo ripeto, registriamo, riascoltiamo, riregistriamo il mio ennesimo cognome detto con l’accento sulla “o” sbagliata e salviamo tutto. Pino, dall’altro lato, inizia il suo tg.

Da quel giorno Franco, che prima di allora non conoscevo, è sempre stato al mio fianco. Sempre in quella piccola camera dove ci incontravamo per registrare i nostri audio per andare in onda. C’era sempre: quando non capivo niente, il suono saltava e bisognava rifare tutto alla velocità della luce, quando il siciliano per me diventava come l’aramaico, e quando l’ansia della diretta mi stringeva lo stomaco. Un consiglio, un sorriso, e uno sguardo. Grazie di tutto Franco, grazie per aver insegnato a generazioni intere di giovani giornalisti ad amare il proprio lavoro. Tu, che questo mestiere, lo hai sempre fatto e onorato, con la stessa dedizione di un ventenne pieno di vita, che oggi manca a molti, soprattutto a chi sta in alto.

Francesca Candioli

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]