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Acqua santa sì, acqua santa no nelle scuole di Bologna

Oggi l'Istituto comprensivo 20 deciderà se dare l'ok alle parrocchie per l'esecuzione del rito


di redazione
Categorie: Società
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Oggi il Consiglio dell'Istituto comprensivo 20 di Bologna si riunisce per rispondere alla richiesta di permettere le benedizioni pasquali nelle scuole. Ad avanzarla sono alcune parrocchie del territorio che vorrebbero utilizzare i locali in orario scolastico per permettere l'esecuzione del rito.

Dal 1993 una sentenza del Tar dell'Emilia Romagna le ha vietate, ma oggi le benedizioni pasquali all'interno delle scuole ritornano in auge. E giusto in queste ore, a Bologna, il Consiglio dell'Istituto comprensivo 20 si riunisce, su richiesta delle parrocchie del territorio, per discutere l'approvazione dell'apertura dei locali scolastici in occasione delle benedizioni. I parroci della zona avrebbero infatti chiesto all'istituto di tenere aperto in alcuni orari per permettere lo svolgimento del rito pasquale. Una proposta all'ordine del giorno, giudicata inaccettabile da Rifondazione Comunista che ha subito diramato la notizia.

"Da quello che sappiamo la benedizione avverrebbe in orario scolastico, ma non è questo il punto. Se la cosa si verificasse sarebbe un primo precedente che nella storia recente di Bologna, e in Italia, non è mai accaduto. Riteniamo che non solo oggi, ma in nessun momento storico, ci debbano essere riti di questo tipo nelle scuole. L'Italia dovrebbe essere garante di tutte le credenze" spiega Simone Gimona di Rifondazione Comunista Bologna che sottolinea come oggi si stia correndo un rischio per la laicità dell'educazione negli istituti pubblici. In questo caso tre sarebbero le scuole emiliane interessate dalla benedizione: Giosuè Carducci, Ferdinanzo Fortuzzi e Rolandino De' Passeggeri.

à chiamato ad approvare “l’apertura dei locali scolastici in occasione delle benedizioni pasquali” su richiesta delle Parrocchie del territorio. - See more at: http://www.prcbologna.it/2015/02/07/per-una-scuola-di-tutte-e-tutti-diciamo-no-alle-benedizioni-pasquali-negli-istituti-di-bologna/#sthash.bs2S3U0O.dpuf

L’organizzazione di riti durante l’orario scolastico, non permessa dagli anni '90, deriva direttamente della riforma Gentile del 1923, ma oggi i tempi sono cambiati. "Dovrebbero esserci altre cose all'ordine del giorno di un istituto - continua Gimona -, magari dei corsi di educazione all'intercultura, visto che oggi riceviamo continue segnalazione anche da parte di docenti che ci descrivono come la tensione razziale ed identitaria sia sempre più forte nelle classi".

Dal rapporto Miur-Ismu del 2013 emerge infatti come nel giro di 10 anni gli iscritti non italiani siano passati dal 2 all'8% nelle scuole del Bel Paese: un dato sempre più in crescita soprattutto in Lombardia, Veneto, Emilia e Lazio. "Se dovessimo tenere conto di tutti, dovremmo aprire le porte degli istituti a tutti i riti religiosi, che però in una sfera pubblica non dovrebbero esserci. Ed è strano che ciò accada proprio a Bologna, dove la tradizione cattolica è meno forte rispetto ad altre zone d'Italia dove la benedizione nelle scuole non avviene" conclude Gimona.

Francesca Candioli


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