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Acqua pubblica sotto attacco, comitati in piazza

Manifestazione contro la decisione del Pd reggiano di non ripubblicizzare il servizio idrico.


di Alessandro Albana
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Tornano in piazza i comitati per l'acqua pubblica contro la decisione del Pd di Reggio Emilia di non svincolarsi dalla multiutility Iren per la gestione del servizio idrico integrato. "Il Pd prende questa decisione a un mese o due dalla ripubbliciazzione del servizio idrico", spiega Andrea Caselli del Comitato Acqua Bene Comune. I comitati si troveranno a Reggio Emilia per una manifestazione nel pomeriggio di domani. A manifestare ci sarà anche l'Altra Emilia Romagna.

A quattro anni esatti dal referendum in cui oltre 27 milioni di italiani espressero la netta volontà di salvaguardare il servizio idrico e la sua gestione come beni comuni, arriva un'altra stoccata all'acqua pubblica. La direzione del Pd di Reggio Emilia ha infatti deciso di non svincolarsi dalla multiutility Iren per la gestione del servizio idrico. "Dopo un percorso durato tre anni, con la decisione dei sindaci del territorio di procedere alla ripubblicizzazione del servizio idrico, anche per dar seguito all'esito referendario, nel momento in cui era in scadenza l'affidamento alla multiutility Iren, oggi il Pd ha deciso che vuole osteggiare questo processo di ripubblicizzazione - commenta ai nostri microfoni Andrea Caselli del Comitato Acqua Bene Comune - è una decisione non maturata nei consigli comunali, ma nel Partito Democratico".

Il Pd reggiano ha motivato la retromarcia sulla ripubblicizzazione del servizio idrico argomentando come questa sia "soluzione non compatibile con i bilanci dei comuni, quindi bisogna fare altre scelte", continua Caselli. Per i comitati per l'acqua bene comune è vero che "il governo si è mosso su una linea tendente a favorire la privatizzazione e sfavorire la ripubblicizzazione", ma dietro la mossa del Pd di Reggio Emilia "non ci sono motivazioni tecniche, l'unica motivazione è politica, perchè il Pd sa benissimo che se va in porto l'operazione di ripubblicizzazione a Reggio Emilia, e nel giro di due anni di oculata gestione si dimostra che la gestione è più efficiente, ha meno costi ed è più vantaggiosa per i cittadini e i territori, questo esempio sarebbe deflagrante", spiega ancora Caselli.

Neanche il rilievo economica regge, perchè la ripubblicizzazione del servizio idrico sarebbe finanziata, nella sua prima fase, dai prestiti delle banche, che secondo Caselli sono "disponibilissime" a concedere i prestiti con la garanzia degli introiti provenienti dalle bollette. Ma se si dimostra che la gestione pubblica funziona, la strada sarebbe tracciata per tutte le aziende private, che finita la concessione della gestione sarebbero costrette a passare la palla al pubblico.

Per questo si danno appuntamento per domani alle 17.30 a Reggio Emilia i comitati e associazioni per l'acqua pubblica. Alla chiamata ha aderito anche l'Altra Emilia Romagna, che in un comunicato riferisce che "sul Comune di Reggio Emilia ha evidentemente esercitato la sua malevola influenza Iren con le pressioni che questa esercita sui vertici del Pd nazionale. Ai vertici di Iren c'è il fior fiore (si fa per dire) dei quadri amministrativi del Pd".

Anche se "il Pd cerca di sgambettare all'ultimo momento questo procedimento - rivela Caselli - una parte del partito non è d'accordo. La consigliera regionale Silvia Prodi, ha lanciato l'idea di fare un referendum tra i cittadini" sulla questione. Un referendum, però, c'è già stato, e quattro anni fa gli italiani dissero chiaramente come la pensavano. "C'è una sensibilità democratica ridotta al lumicino - conclude Caselli - poi ci si meraviglia perchè i cittadini non vanno a votare. Se si dice loro che il loro voto non conta nulla, è chiaro che c'è una disaffezione devastante".


Ascolta l'intervista ad Andrea Caselli

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