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Acqua pubblica a due anni dal referendum

Continua la battaglia del Comitato Acqua Bene Comune tra molte difficoltà e aumenti annunciati.


di redazione
Categorie: Ambiente, Movimento
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La volontà popolare resta quasi del tutto inascoltata: la Troika invita Letta alle privatizzazioni, il Patto di Stabilità rende impossibili gli investimenti pubblici, il nuovo metodo tariffario conferma gli “oneri finanziari” a spese del contribuente e le bollette aumentano. Ma i referendari non cedono.

“Rispettare la volontà democratica di 27 milioni di cittadini. Ristabilire il principio di legalità repubblicana”. Restano questi i principali obiettivi del Comitato Acqua Bene Comune a due anni dalla vittoria referendaria. A cancellare il referendum, infatti, ci stanno provando tutti. Le resistenze dei poteri forti sono sempre più ostinate, la contingenze economiche sempre più asfissianti, la strada per la vittoria “reale” sempre più impervia. Lo conferma oggi Andrea Caselli, nella conferenza stampa del Comitato Acqua Bene Comune a Bologna, ricordando l'ultima notizia: “la Commissione Europea, chiudendo la procedura deficit per l'Italia, ha invitato Letta a proseguire la strada della privatizzazione del servizio idrico”.

Ci aveva già provato Berlusconi con l'articolo 4 della manovra dell'agosto 2011, poi giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale. Quindi il governo Monti con il Patto di Stabilità e l'affidamento del nuovo metodo tariffario provvisorio all'Autorità per l'Energia e per il Gas. Comincia così la “privatizzazione strisciante”, come la definiscono al Comitato. La delibera delle nuove tariffe arriverà prima del 30 Giugno, dopo mesi di poca chiarezza: “il governo che da all'Autorità questo compito, attua di fatto un'espropriazione degli enti locali”, così ancora Caselli ai nostri microfoni.
Proprio l'Atesir, Agenzia territoriale dell'Emilia Romagna, negli ultimi giorni ha dichiarato la “dubbia legittimità” di alcune voci in discussione. La remunerazione del capitale, quindi il profitto, resta in bolletta sotto la voce "oneri finanziari" e le tariffe aumenteranno dal 4 al 20%.
Sarebbe una “sconfessione del secondo quesito del referendum” e per questa ragione il Forum Nazionale, insieme a Federconsumatori, ha già fatto ricorso al Tar della Lombardia (a Milano ha sede l'Aeeg).

La battaglia non si ferma. Quello contro le nuove tariffe è solo un fronte. L'altro è rappresentato da tutti i processi di ripubblicizzazione ancora da mettere in moto. Nella nostra regione solo Reggio Emilia, Piacenza e Rimini stanno cercando di rispettare l'esito del referendum, guardando al divieto della messa a gara dei servizi idrici dopo la scadenza del patto con le multiutility Hera e Iren. “Hera ha tre miliardi di debito, Iren quattro: questo modello è già entrato in crisi ed è anche per questo che dobbiamo perseguire quello delle aziende pubbliche speciali”, spiega Caselli. “A Bologna, per esempio, siamo nelle sabbie mobili con il Comune che, strangolato dalla finanza pubblica, preferisce continuare a vendere le azioni per fare cassa, così come a Ferrara”. Il rinnovamento dell'affidamento dei sevizi sarà dunque il prossimo banco di prova.

Intanto il Comitato non resta a guardare. Continua la raccolta di un milione di firme per la campagna europea a sostegno dell'Ice, per costringere la Commissione Europea a discutere le proposte dei movimenti per l'acqua. E, in occasione del secondo anniversario, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha deciso di sollecitare i parlamentari affinché s'impegnino in un'iniziativa politica per costruire un “intergruppo dei parlamentari per l'acqua bene comune”. L'obiettivo sarà quello di intraprendere un percorso legislativo per giungere ad una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico integrato. Il primo atto che si chiede è la sottoscrizione e il deposito del testo della proposta di legge d'iniziativa popolare promossa dal Forum. La costituzione dell'intergruppo avverrà il 12 giugno a partire dalle ore 11.00 con un'assemblea pubblica in Piazza Montecitorio. Parteciperanno i gruppi di Sel e M5S, e alcuni singoli del Pd.

Luca Ferrero


Ascolta l'intervista ad Andrea Caselli

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