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Acqua, il rubinetto costa più della bottiglia

A rivelarlo è uno studio Istat diffuso in occasione della giornata mondiale dell'acqua.


di Alessandro Albana
Categorie: Ambiente, Società, Economia
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Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua. Mentre il pianeta si avvicina a una catastrofe ambientale irreparabile - con uno sfruttamento delle falde idriche che viaggia a ritmi insostenibili e più di un miliardo di persone che soffrono per la mancanza di acqua – in Italia, a meno di quattro anni dal referendum che ha sancito che l’acqua è bene comune non privatizzabile, l’acqua pubblica costa alle famiglie più di quella in bottiglia.

Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua, ma visti i dati che circolano, c’è poco da festeggiare. L’Onu, ancora una volta, afferma che lo sfruttamento dell’acqua, seguendo i ritmi attuali, è inostenibile.

Il 70% delle falde idriche globali, rivelano le Nazioni Unite, è sovrasfruttato. Il che – come accade anche per cibo e ricchezza – non si traduce affatto in un accesso diffuso e generalizzato alle risorse idriche. Anzi, come emerge dai dati diffusi proprio dall’Onu, 1,2 miliardi di persone vive in condizioni critiche sotto il profilo dell’approvigionamento idrico. E, se non bastasse, la cifra sarebbe destinata a raddoppiare entro il 2050.

In Italia, intanto, secondo un rapporto Istat il prezzo dell’acqua pubblica – quella “del rubinetto” – è aumentato, tra il 2008 e il 2013, del 74%, passando da 12,16 a 21,18 euro al mese per famiglia, e superando addirittura il prezzo dell’acqua minerale – quella “in bottiglia” -, pari a circa 19 euro al mese.

Il tutto a meno di cinque anni dal referendum che ha registrato una volontà popolare netta e inequivocabile: quella di preservare l’acqua come bene comune, sottrarla alla speculazione e renderla diritto effettivo e agibile per tutti.

In questo contesto, l’Emilia Romagna non se la passa meglio. L’Osservatorio dei Prezzi di Cittadinanzattiva rivela come, nella regione, i “costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel 2014” ammontino a 439 euro, contro una media nazionale di 355 euro. Dallo studio emerge anche il dato, preoccupante, della dispersione idrica, con una media regionale pari a circa il 27% e picchi che arrivano fino al 42%..

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