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Abusivo chi? Evitato lo sfratto per altre due famiglie

Due famigllie con minori sotto sfratto perchè avevano occupato case popolari vuote. Ma la resistenza di inquilini e solidali ferma la procedura per la seconda volta.


di redazione
Categorie: Casa
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Le case del Villaggio

Due famiglie con bambini sotto sfratto al Villaggio, il complesso di case popolari del quartiere Savena. Hanno occupato gli appartamenti, vuoti, qualche anno fa. Hanno pagato l'affitto volontariamente e si sono autodenunciate. Non è servito a niente. Un'altra storia di resistenza e solidarietà in una settimana in cui anche altre famiglie avrebbero dovuto lasciare le proprie case. Nel pomeriggio occupata la sede Acer.

Via Abba, quartiere Savena. È nella periferia est di Bologna che sorge "il Villaggio", complesso di case popolari che negli ultimi giorni ha vissuto il tentativo di Acer e forze dell'ordine di sfrattare due famiglie.

Le procedure di sgombero non si fermano neanche durante quelli che saranno probabilmente ricordati come i giorni più freddi dell'anno. E anche se quattro bambini e i loro genitori rischiano di finire in mezzo alla strada, ancora una volta è il diritto di proprietà rivendicato da Acer ad avere la priorità.

Non hanno ricevuto nessuna istanza di sfratto e, senza preavviso, si sono visti arrivare membri dell'Acer e delle forze dell'ordine che avrebbero dovuto eseguire le procedure di sfratto.

Appartamenti vecchi, pieni di muffa, vuoti. Storie di un dramma oramai ordinario in cui altri due nuclei familiari decidono di non arrendersi a una disperazione imposta dall'imperativo categorico di una legalità non meglio specificata.

Ci sono due famiglie, al Villaggio, che hanno deciso di non abbandonare le case popolari che hanno occupato, in mancanza di un tetto alternativo. Tra chi si è visto bloccare l'erogazione del gas - la cui utenza era stata regolarmente attivata - e chi ha volontariamente pagato l'affitto ad Acer, nonstante avesse occupato, c'è un comune denominatore.

A spiegarlo sono proprio le famiglie sotto sfratto, che denunciano di aver ricevuto, ripetutamente, la minaccia di "portare via i nostri figli se non avessimo lasciato gli appartamenti e se avessimo opposto resistenza". Tentativi di intimidazione che, raccontano, si sono registrati anche in passato, quando altre famiglie sono state sfrattate dal Villaggio.

Le parole che vengono pronunciate raccontano della volontà di trovare una stabilità, in un caso pagando volontariamente l'affitto, mese dopo mese, nell'altro procedendo addirittura ad autodenunciarsi come occupanti. "Abbiamo provato a parlare con Acer, anche tramite l'avvocato, ma niente: ci hanno detto che dovevamo uscire".

Parlano di canoni d'affitto che variano "dai 500 ai 900 euro al mese", raccontano di lavori saltuari, spesso irregolari, quasi sempre possibili per una sola persona a famiglia. Snocciolano cifre: 9000 euro, di arretrati e non, chiesti da Acer per un solo appartamento; punti della graduatoria Erp che si abbassano nonostante a fare richiesta è una coppia con una donna incinta.

Questa mattina un nuovo tentativo di sfratto, con ufficiali Acer e forze dell'ordine ad aggirarsi per il Villaggio e famiglie e solidali - tra cui attivisti del Comitato Inquini di Via Gandusio, Idra, Hobo e Làbas  - a presidiare gli appartamenti.

Un'altra storia di straordinaria resitstenza all'ordinaria follia della catastrofe abitativa, degli sgomberi, degli sfratti. Oggi al Villaggio, ieri in via del Porto, prima in via Stalingrado.

Alessandro Albana


Ascolta l'intervista a due inquiline del Villaggio

Ascolta l'intervista a Ivan di Idra
Tags: Casa, HOBO, Labàs

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