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Abolizione Fini-Giovanardi, interpretazioni a confronto

Quali effetti produrrà la sentenza della Corte Costituzionale sulla Fini-Giovanardi?


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Giustizia
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C'è chi parla della liberazione di 10mila detenuti e chi sostiene che il reato rimane. Quali effetti produrrà la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la legge Fini-Giovanardi sulle droghe? Abbiamo messo a confronto diverse intepretazioni.

Mercoledì scorso, come si sa, la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge Fini-Giovanardi sulle droghe. La Corte, però, si è espressa sul metodo più che sul merito, dichiarando che la legge è illegittima perché approvata all'interno del decreto sulle Olimpiadi di Torino, in violazione dell'articolo 77 della Costituzione che proibisce l'inserimento di norme non pertinenti all'oggetto in discussione.

La sentenza ha suscitato diverse reazioni e, soprattutto, diverse ipotesi sugli effetti che produrrà. I mezzi di comunicazione si sono sbilanciati, affermando che ora circa 10mila detenuti - tanti quanti quelli condannati per la legge che equipara droghe leggere a droghe pesanti e, di fatto, il consumo allo spaccio - verranno scarcerati. Ma è davvero così?
Dopo l'euforia dei primi momenti da parte del movimento antiproibizionista, cerchiamo di capire quali potranno essere le reali conseguenze dell'abrogazione della Fini-Giovanardi.

L'intepretazione più restrittiva è quella del procuratore aggiunto di bologna Valter Giovannini, che sostiene che non ci sarà alcun effetto svuota-carceri. "Al momento - afferma Giovannini - riteniamo che, non trattandosi di abolizione del reato penale, non dovrebbe avere effetto sulle sentenze passate in giudicato". In altre parole: il reato non è stato depenalizzato, ma semplicemente sono previste pene diverse, quelle della legge precedente.
Uno spiraglio, però, riguarda chi ancora non è stato condannato ma sta subendo la carcerazione preventiva, che viene dimezzata (da un anno a sei mesi). In questo caso le scarcerazioni d'ufficio potrebbero esserci.

Per Valerio Guizzardi dell'associazione Papillon, molti detenuti potrebbero chiedere la revisione della pena, anche se le procedure rischiano di essere molto lunghe, specialmente se questa misura viene scelta da migliaia di persone recluse. Per questo, secondo Guizzardi, è importante continuare a chiedere l'amnistia e l'indulto subito.
Altro discorso, invece, riguarda il futuro: grazie all'abolizione della Fini-Giovanardi finiranno in carcere meno persone. Anche in questo caso, però, l'orizzonte non è quello di tornare alla legge precedente, ma di legalizzare le droghe leggere.

L'avvocato penalista Alessandro Praticò, infine, spiega dal punto di vista tecnico cosa succederà. "Tornano in vigore le vecchie sanzioni, che per le droghe leggere prevedono la reclusione da due a sei anni. Una pena minima di due anni può beneficiare della sospensione condizionale, quindi il carcere vero e proprio può essere evitato".
Quanto alla possibile revisione della pena, l'avvocato afferma che bisogna attendere le disposizioni della sentenza, ma "in casi come questi dovrebbero aprirsi degli incidenti di esecuzione per chi sta scontando una pena superiore a quelle sancite da nuove leggi".


Ascolta l'intervista a Valerio Guizzardi

Ascolta l'intervista ad Alessandro Praticò

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