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A Ventimiglia muore l'umanità dell'Europa

Migranti bloccati da giorni al confine italofrancese hanno passato la notte sulla scogliera.


di Alessandro Albana
Categorie: Politica, Migranti
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Qualche centinaio di migranti, diretto in Francia, è bloccato a Ventimiglia oramai da giorni. La gendarmerie francese impedisce il passaggio e i migranti, tra cui donne e bambini, hanno passato la notte sulla scogliera e minacciato lo sciopero della fame. Su Schengen scoppia la polemica tra Roma e Parigi, ma per Terre des Hommes "stanno ricomparendo i confini: Schengen non c'è più".

Da giorni sono bloccati a Ventimiglia i circa cento migranti che tentavano di raggiungere la Francia. Sono stati fermati al confine dalla gendarmerie francese delle Alpes-Maritimes e hanno passato la notte all'addiaccio, sulla scogliera, protetti da teli argentati. Uno scorcio dell'umanità che si consuma in Europa lo danno le immagini di quei migranti, con donne e bambini, costretti a dormire sulla scogliera al confine con la Francia. Una parte di loro è stata trasferita alla stazione di Ventimiglia, dove sarà accoltà all'interno di uno stanzone messo a disposizione da Trenitalia. Forte è stata la solidarietà di associazioni e cittadini, che hanno procurato pasti e coperte.

Si sono intensificati, intanto, i controlli al confine da parte francese. Secondo quanto riferisce l'Ansa, tutti i furgoni provenienti dall'Italia e diretti in Francia vengono fermati e controllati dalla gendarmerie alla frontiera di ponte San Ludovico. "Stanno ricomparendo i confini, quindi Schengen non c'è più. Praticamente non c'è più una delle basi fondative dell'Unione Europea, la libera circolazione delle merci e delle persone non c'è più", commenta al proposito Raffaele Salinari, presidente della ong Terre des Hommes. La libera circolazione, dice, "non c'è" più, ma solo per le persone: "le merci continuano a circolare, perchè evidentemente sono più importanti delle persone, che non lo possono più fare".

Ed è bufera di polemiche tra Italia e Francia. L'esecutivo d'oltralpe resta in silenzio e le dichiarazioni dal versante francese sono affidate alla prefettura delle Alpes-Maritimes, che rassicura: "non c'è stata alcuna sospensione di Schengen". Meno pacate le dichiarazioni del ministro Alfano, che questa mattina ha promesso. "domani quelle immagini me le porterò dietro al vertice dei ministri dell'Interno Ue a Lussemburgo. Quelle persone sono un pugno in faccia all'Europa". Tra Roma e Parigi è tensione a pochi giorni dalla visita di François Hollande in Italia, dove incontrerà il premier Matteo Renzi.

"Stiamo assistendo a una serie di ingiustizie di doppio livello - continua Salinari - da una parte si nega Schengen unilateralmente da parte della Francia, quindi si ritorna a un conflitto tra nazioni, ma ancora più grave è che questa conflittualità sia limitata a un gruppo di persone che evidentemente, e contro il diritto internazionale, si dimostrano essere non cittadini".

Il 25 giugno è in programma il vertice del Consiglio Europeo; al centro, di nuovo, le misure da adottare sull'immigrazione. Una bozza del documento che sarà discusso sta già circolando: più rimpatri dei "migranti economici", ma nessun cenno sui richiedenti asilo. "È una bozza di documento che va in direzione opposta a quello che viene chiesto all'Europa dalla comunità internazionale - spiega Salinari - le nazioni europee, tutte, anche quelle governate dalla sinistra come la Francia, non hanno nessuna intenzione di aumentare le quote di accoglienza".

"Un'Europa che non è capace di essere coerente con i suoi stessi principi fondativi, come la Carta Europea dei Diritti, non è più Europa, ma un insieme di nazioni l'una contro l'altra armate" ragiona ancora il presidente di Terre des Hommes. Ma in questi due giorni sono stati molti gli intellettuali e le personalità pubbliche che si sono pronunciate sulla vicenda. Ultimo, in ordine di tempo, il sociologo Zygmunt Bauman, che ha accusato l'"Occidente" di essere "ostaggio del proprio benessere". Per Salinari, "quello che dice Bauman è un dato di fatto: aumenta l'egoismo in maniera direttamente proporzionale al benessere".
"Dov'è la vostra umanità?", chiede un migrante dalla frontiera. Dove sia non è dato sapere, ma del resto è improbabile che all'Europa interessi ancora rispondere.


Ascolta l'intervista a Raffaele Salinari

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