Radio Città Fujiko

A teatro si parla di dipendenze dal virtuale con "Il contouring perfetto"

All''Arena del Sole, data unica 4 maggio alle 20:30, uno spettacolo della compagnia Domesticalchimia che racconta cosa succede quando le relazioni virtuali prendono il sopravvento su quelle reali.


di Simona Sagone
Categorie: Teatro
Il contouring perfetto

La nuova drammturgia con "Il contouring perfetto" affronta un problema sociale interessante e preoccupante, il cosiddetto Hikikomori, termine giapponese ad indicare una malattia che insorge in chi si isola completamente vivendo intere giornate su internet.

A pochi giorni dalla conclusione  delle repliche di Hikikomori, spettacolo della Fondazione Teatro Due, va in scena all'Arena del Sole un nuovo spettacolo per approfondire il fenomeno dilagante, nominato con una parola giapponese, dell'isolarsi all'interno delle proprie case  da parte di adolescenti e giovani donne e uomini, per vivere in un universo fatto esclusivamente di amici virtuali. 

"Il contouring perfetto" indica propriamente il ritagliarsi un ideale spazio vitale, un mondo perfetto  tutto concentrato in una stanza o in un appartamento entro il quale alcuni giovani decidono di vivere lasciando fuori da quei confini la vita precedente, vissuta in forma associata.

Autori della pièces sono il drammaturgo  Riccardo Baudino e  Francesca Merli incontratisi artisticamente alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi  dove l'uno stava seguendo il corso di Drammaturgia e l'altra di Regia. Sempre dalla nota scuola milanese provengono anche la sound designer Federica Furlani la danzatrice coreografa Elena Boillat, l'attrice Zoe Pernici, mentre dallo Stabile di Torino viene la giovane Barbara Mattavelli conosciuta dagli autori durante il percorso della Santa Estasi di Latella.

Lo spettacolo racconta la storia di Anita le cui piccole manie quotidiane diventano patologiche grazie all'isolamento totale in cui si ritrae delineando i confini di un mondo in parte autocostruito, in parte offerto dalla rete. La malattia di Anita chiama in causa il suo rapporto con la madre che non riesce fino in fondo a comprendere i suoi bisogni e a darle quel sostegno che le serve per vivere fuori dal proprio guscio virtuale.

Per scrivere il copione Baudino e Merli sono andati a conoscere ragazze e ragazzi italiani seguiti da comunità  di sostegno nel milanese che prendono in carico chi è affetto da questa nuova patologia avviandoli ad un percorso di recupero alla socializzazione coinvolgendo le famiglie, la scuola e tutti i coloro che stanno attorno ai ragazzi in cura. Chi entra nella spirale del kikikomori può  uscirne, affermano Baudino  e Merli dopo aver toccato con mano il fenomeno, a patto di ricevere l'aiuto di cui hanno bisogno dall'intera comunità. "I primi ostacoli spesso sono le famiglie", chiarisce Merli, incapaci di instaurare un dialogo costruttivo con la ragazza o il ragazzo malato.

Questa patologia affligge oggi tanti italiani, non è qualcosa di lontano da noi, affare di asiatici malati di web, è una realtà presente che deve allarmare tutti perché "è in atto un vero cambiamento sociale di cui dobbiamo ancora pendere atto" avverte Merli e per ora l'allarme sociale si limita a qualche cartello in autostrada che avverte di non chattare alla guida.

Nel copione entrano anche i complottisti del web attraverso la figura della "Signora", che diffonde la notizia che una razza aliena ha conquistato il mondo. "Le teorie del complotto in rete hanno tanto successo perché offrono la spiegazione del male" afferma il drammaturgo Baudino, consolano gli internauti dando una ragione plausibile di quanto di brutto esiste al mondo. Pur essendo fake news cosmiche, le teorie del complotto appagano il bisogno di conoscere il perché delle cose che ci circondano.

Per chi ha già assistito allo spettacolo del Teatro Due la scorsa settimana, sarà interessante scoprire la prospettiva dalla quale Domesticalchimia ha affrontato questo fenomeno sociale. In Kikikomori gli spettatori assistevano a due drammi contemporanei: quello di un figlio perso nel virtuale della tv e del web e quello di una madre, talmente addolorata dal non riuscire a rompere il muro di incomunicabilità che la separa dal figlio che vive nella stanza accanto alla sua, senza uscirne per otto anni,  da prendere la decisone di raccontare e raccontarsi, che il figlio sia morto in un incidente d'auto insieme ad un'immaginaria fidanzata in cinta. Madre e figlio finiscono per vivere in due realtà virtuali parallele che non si incontreranno più. 

Nella scrittura scenica de "Il contouring perfetto" Baudino e Merli lasciano intuire l'esistenza di possibili vie d'uscita al dolore del vivere di Anita, offrono agli spettatori l'occasione per guardare a cosa può condurre una vita vissuta solo tra i propri followers virtuali escludendo il calore delle relazioni umane reali, indicando alternative praticabili.

Da non perdere: Arena del Sole 4 maggio ore 20: 30, prenotazioni anche telefoniche allo 051.2910.910 concordando la data del ritiro in teatro.

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